CRONACHE DALLA SARDEGNA

Il Cagliari perde il "Tifoso":
morto Marius, aveva 85 anni

È morto sabato, per un attacco cardiaco, Mario Sardara: conosciuto come Marius, ha guidato la tifoseria cagliaritana dal 1966 al 2005
marius
Marius

Il suo cuore, quel cuore che batteva per il Cagliari fin dai tempi epici in cui a vestire la maglia rossoblù erano leggende come Mariolino Congiu e Ginetto Brusa, si è fermato ieri pomeriggio. Mario Sardara, per tutti semplicemente Marius, aveva 85 anni ed era il decano dei tifosi: fu lui, nel 1967, a fondare il primo Cagliari Club ufficiale. Lui a inventarsi forme moderne di supporto alla squadra, portando in curva la banda musicale. Era lui, quando c'era da celebrare una promozione o lo storico scudetto, ad arrampicarsi sulla statua di Carlo Felice, in piazza Yenne, e ad addobbare con i colori rossoblù l'effigie del sovrano piemontese.

UN'ISTITUZIONE «Ero ancora un ragazzino e lui c'era già», racconta Gigi Riva: «Seguiva il Cagliari da sempre. L'ha seguito dalla serie C alla A. Era un'istituzione. Una persona leale, corretta, un grande sportivo che ha dedicato tutta la vita al Cagliari. Marius era il Cagliari. La notizia della sua scomparsa è una perdita dolorosa per me, sul piano personale, ma anche una perdita per il mondo del calcio: Marius era il rappresentante ideale di un tipo di tifoso che non esiste più, mai violento, che allo stadio portava solo sentimenti positivi, applaudiva se vincevi e, se perdevi, ti incoraggiava dicendoti che non faceva niente. Era ai tifosi guidati da lui che ci rivolgevamo alla fine di ogni partita vinta».

IL BAR ROSSOBLÙ Marius diventò capo riconosciuto della tifoseria cagliaritana quando diventò proprietario del Bar Centrale, in piazza Yenne, facendone il luogo di ritrovo dei sostenitori rossoblù e dei giornalisti sportivi: lì Pietro Pautasso esponeva, ogni settimana, le vignette con cui illustrava le vicende della squadra. Al primo Cagliari Club ne seguirono altri, nell'Isola, prima, e nel Continente poi: «Nascevano su spinta di Marius - prosegue Riva - ed era lui a invitare noi calciatori alle festicciole di inaugurazione, a base di pane e salame». Ed era Marius a ricevere all'aeroporto i giocatori appena acquistati e a far loro da guida per la città. Dopo il bar di piazza Yenne, aprì quello in viale Trento: un autentico museo del Cagliari, con tanto di statua di Rombo di Tuono.

SECONDO PADRE «Per me è stato un secondo padre», è il commento di Tore Saba, presidente del centro di coordinamento dei Cagliari Club dove ieri Marius è stato commemorato: «Con lui scompare un pezzo di storia della città».


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