CRONACA - ITALIA

L'incubo

Segregata in casa, picchiata e tenuta a pane e acqua dal marito: 96 ore di agonia

È successo a Roma, a innescare la follia dell'uomo sarebbe stata la droga
il quartiere periferico di tor bella monaca a roma (ansa)
Il quartiere periferico di Tor Bella Monaca, a Roma (Ansa)

Un incubo durato quattro giorni. Novantasei ore. La vittima è una donna romana di 45 anni, il carnefice, come spesso accade in questi casi, il marito 48enne.

È successo a Roma, nel difficile quartiere di Tor Bella Monaca, in via Amico Aspertini.

Stando a quanto riporta il Corriere, la donna è stata segregata dal marito, chiusa in camera o in bagno, e picchiata ripetutamente. Poi ha approfittato di una distrazione dell'uomo ed è riuscita a fuggire e a chiamare i soccorsi.

E si tratta solo dell'ultimo di una lunga serie di abusi, ha riferito la donna ai militari.

A innescare la follia dell'uomo sarebbe stata la droga. Tutto inizia domenica scorsa, una forte pioggia si abbatte sulla Capitale e costringe la coppia a passare il giorno in casa.

Lui si droga e perde la testa. Le nasconde le chiavi di casa, le sottrae il telefono e la rinchiude nella camera da letto. Lei urla e si dimena, chiede di essere liberata, lui guarda tranquillamente la tv.

Lui le butta dell'acqua, poi entra in camera e la picchia selvaggiamente, la insulta, la umilia. Ma non la violenta. Nella notte i due dormono assieme, ma lui tiene le chiavi con sé per evitare che la moglie fugga.

La mattina dopo lui esce, e chiude la moglie in bagno, dove non ci sono finestre a cui la donna si possa affacciare per chiedere aiuto. Poi rientra, la picchia ancora selvaggiamente e la chiude nella stanza. Poi le dà un tozzo di pane e un po' d'acqua. Poi torna a guardare la tv e, a tarda sera, si mette a dormire con lei. Non prima di averle dato un'altra "lezione" a suon di calci e pugni.

E così si va avanti per quattro giorni: in bagno quando lui non è in casa, in camera quando lui c'è. A intervalli regolari, calci e pugni, insulti e umiliazioni. E ogni tanto un tozzo di pane.

Giovedì pomeriggio la svolta, quando la donna - costretta a cibarsi di pane e acqua - è ormai priva di forze. Lui si distrae e posa le chiavi accanto alla moglie. Lei aspetta che si addormenti e fugge. Poi chiama la polizia, l'agonia è finita, ma i segni restano.

I soccorritori parlano di donna ritrovata "in stato larvale", con grossi lividi su tutte le parti del corpo e senza grosse ciocche di capelli tirate via dall'uomo.

Il pm Vincenzo Barba ha disposto il fermo per il 48enne, accusato di sequestro di persona, maltrattamenti e lesioni gravi volontarie.

(Unioneonline/L)

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