#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Vaccini anti Covid in Ue: siamo in ritardo?"

"Dito puntato sui ritardi della Ue per le vaccinazioni, ma proviamo a capire"
(foto ansa epa)
(foto Ansa/Epa)

"Cara Unione,

cosa sarebbe successo se, in tema di vaccini, ogni Paese dell'Ue si fosse mosso autonomamente? Che alcuni Paesi avrebbero i vaccini e altri no.

Facciamo un esempio: il vaccino Pfizer è anche Biontech, cioè di una società tedesca che ha avuto una sovvenzione statale di 370 milioni di euro per la ricerca. Così la Germania avrebbe avuto il 'suo' vaccino, a discapito degli altri Paesi europei.

Aver scelto la condivisione europea dei vaccini, è però l'accusa rivolta alla cancelliere Angela Merkel da alcuni partiti tedeschi.

Si paragona il numero di vaccinazioni in Ue con altri Paesi, per esempio, Israele e Usa. Facciamo notare che Israele ha una popolazione di 9 milioni di abitanti, una estensione analoga alla Toscana ed un unico governo; l'Ue ha 446 milioni di abitanti, una superficie di 4,5 milioni di kmq e 27 governi. Gli Usa hanno un presidente con pieni poteri, l'Ue ha un 'governo', cioè la Commissione, che promuove e coordina l'attività di 27 Paesi, il che comporta problemi, come si può facilmente capire.

Si confronta, inoltre, il numero di vaccinazioni nel Regno Unito con quello dei Paesi comunitari. Vero che sono di più, ma si dimentica che il governo britannico ha deciso modalità di somministrazione del vaccino Pfizer e Moderna in contrasto con quanto indicato dalle stesse società farmaceutiche: rispettare la tempistica tra la prima e la seconda dose, per avere la copertura vaccinale prevista (95%). In sintesi, ci sono più cittadini britannici vaccinati, però meno protetti.

Confrontando i dati, rileviamo che il Regno Unito ha proporzionalmente più decessi del nostro Paese: 1753 morti per milione di abitanti, contro i 1571 dell'Italia.

Insomma, l'Ue sconta le molteplicità nazionali: non siamo ancora gli Stati Uniti d'Europa e neanche abbiamo un sistema sanitario europeo.

Si potrebbe iniziare da quest'ultimo, se questa tragica esperienza servirà a qualcosa".

Primo Mastrantoni - segretario Aduc

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