#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Quel muro di Uta, e la burocrazia che complica anziché risolvere"

Il lungo racconto di un cittadino di Uta, e una storia di "scaricabarile all'italiana"
il muro (foto nonnis)
Il muro (foto Nonnis)

"Cara Unione,

gli utesi appiedati, per arrivare alla stazione di Villaspeciosa-Uta e prendere il treno, percorrevano, fino allo scorso ottobre, una strada comunale che deviando dalla via Stazione portava alla fermata del treno e attraversavano da decenni, su una pedana in legno, l’unico binario esistente, che l’altoparlante ci ricorda puntigliosamente: '... è in arrivo sul binario 1 (uno)'.

Era un percorso obbligato e l'unico praticabile.

Ottobre 2019, RFI scopre che 'è vietato attraversare i binari' con conseguente pericolo e rischio di possibile danno e chiude l'accesso alla stazione ai pedoni provenienti da Uta, con un alto e robusto muro.

Ora, per raggiungere a piedi la stazione di Villaspeciosa-Uta è gioco forza risalire il cavalca ferrovia sulla provinciale 3, girare attorno al deposito/rivendita di legname, attraversare la provinciale 90 (le provinciali si possono attraversare) e finalmente si raggiunge la stazione. Detto con due parole sembra una passeggiata, ma non possiamo ignorare che il cavalca ferrovia, abbastanza trafficato dalle auto, può essere percorso solo in fila indiana su uno stretto marciapiede, in alcuni punti invaso dai rami dei sottostanti eucaliptus, ma nella discesa che gira intorno al deposito di legnami non c’è il marciapiede e nessuna protezione per i pedoni, inoltre una volta tramontato il sole e d’inverno anche la mattina presto, il percorso è malamente illuminato e ciò aumenta il livello di rischio. Rischio e disagio maggiore nelle giornate di pioggia.

L'attraversamento dei binari fino alla costruzione del muro (foto Nonnis)
L'attraversamento dei binari fino alla costruzione del muro (foto Nonnis)

Durante il periodo scolastico (10 mesi) sono molti gli studenti e le studentesse che utilizzano il treno. Con la costruzione del muro un maggior numero di genitori sono costretti ad accompagnarli in auto e riprenderli al rientro (cosa che tanti già facevano) con un incremento del traffico, sul tratto della provinciale 3 che conduce alla stazione, e la successiva sosta a ridosso o lungo la provinciale 90 e le conseguenti manovre per ripartire, con un incremento del traffico nelle provinciali 3 e 90.

Costruendo un muro invalicabile RFI ha risolto il suo problema, ma a ben guardare ha solo trasferito pericolo, rischio e la responsabilità per eventuali incidenti degli sfortunati appiedati nella viabilità stradale, di competenza della Provincia del Sud Sardegna e dell’Area Metropolitana di Cagliari.

Insomma, uno scarica barile all’italiana. Il trionfo della burocrazia, che vieta, non risolve e scarica sui cittadini ogni rischio e responsabilità, ignorando che una stazione ferroviaria richiede che tutti i suoi utenti, abili e disabili, possano raggiungerla facilmente e in piena sicurezza sia in auto, bicicletta, a piedi o in carrozzina.

La strada che da Uta porta alla stazione di Villaspeciosa-Uta (foto Nonnis)
La strada che da Uta porta alla stazione di Villaspeciosa-Uta (foto Nonnis)

Nel problema è direttamente coinvolto, da sempre, anche il comune di Villaspeciosa, infatti la stazione dista da questo Comune circa due chilometri e anche i villaspeciosesi per raggiungerla devono utilizzare l’auto o se invece non l’hanno o non possono recarsi in auto devono percorrere la strada a piedi e dopo cinquanta metri dall’uscita dal paese non c’è più il marciapiede.

Tutto questo potrebbe essere il primo passo per la chiusura della stazione di Villaspeciosa-Uta?

Del resto c’è Decimo, che dista meno di due Km, anche se manca un collegamento rapido, sicuro, diretto tra Uta e Decimo e facilmente percorribile anche a piedi.

Il comune di Uta ha provveduto in data 16/10/2019 ad ampliare il servizio del bus navetta per Decimo 'nelle corse maggiormente frequentate dai pendolari' e l’istituzione di due nuove fermate, ma senza arrivare alla fermata del treno (arriva a Decimo passando dalla parte opposta alla stazione di Uta). Ma se ciò attenua il problema per alcuni, non elimina il rischio per chi si dovesse recare alla stazione di Villaspeciosa-Uta a piedi, e aggrava il costo economico del viaggio perché al biglietto di Trenitalia bisognerà aggiungere il costo del bus per Decimo. Inoltre, ai pendolari che vengono in treno a Uta, di fatto, è oggi impedito di raggiungere il paese facilmente e senza gravi rischi. Considerato che il treno è il mezzo più rapido per arrivare a Cagliari e da qualche anno è collegato anche con l’aeroporto. Sul problema è necessario e urgente un intervento unitario dei comuni di Villaspeciosa e Uta, la Provincia del Sud Sardegna, l’Area Metropolitana di Cagliari e la Regione Sardegna che ha investito e sta investendo sui treni e sulla rete ferroviaria sarda centinaia di milioni di euro, mentre RFI erige un muro e i muri, come questo, come si sa non risolvono i problemi ma escludono.

Grazie per l'attenzione".

Giampaolo Nonnis - Uta

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