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La lettera del giorno

"La crisi dei geologi sardi"

La riflessione su una professione di estrema importanza per il territorio e per l'assetto idrogeologico, ma su cui nessuno pare interessato a investire
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da Google)

"Gentile Redazione,

continua ad essere grave la crisi dei geologi sardi, non solo a Cagliari ma in tutta la Sardegna.

Le ragioni sono molteplici: manca il lavoro sia per chi è solo laureato e sia nella libera professione. C'è un disinteresse generalizzato e diffuso, c'è una mancanza della cultura della geologia soprattutto da parte della popolazione, delle scuole, delle imprese, della politica e delle istituzioni locali quali: Comune di Cagliari, Regione Sardegna, Città Metropolitana di Cagliari ex Provincia di Cagliari, Università di Cagliari, i relativi parchi locali quali Parco di Molentargius e Parco Geominerario, tutte istituzioni che dovrebbero creare posti di lavoro per i geologi e fornire incarichi professionali.

I geologi sono la base portante per il territorio, per l'assetto idrogeologico, per la ricerca, per il turismo ambientale e quant'altro, spetta all'Ordine dei Geologi della Sardegna e al Consiglio Nazionale dei Geologi essere più attivi nell'interessarsi della situazione locale e sensibilizzare le istituzioni locali.

Grazie a questa crisi ed alla debolezza della categoria, c'è grande difficoltà per chi si deve affacciare alla libera professione, come il sottoscritto, anche per trovare studi geologici e liberi professionisti nella città di Cagliari per fare pratica e per collaborare dal punto di vista lavorativo sia prima che dopo o durante la preparazione dell'esame di stato per il conseguimento dell'abilitazione oppure per aprirsi uno studio.

C'è una situazione stagnante sia nella città di Cagliari e sia in Sardegna in generale che dura anni e il disinteresse della politica e delle istituzioni locali è molto grave poiché non ci sono miglioramenti che garantiscano un futuro".

Patrizio Indoni - Cagliari

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