#CARAUNIONE

La lettera del giorno: "Soprusi al call center, ma perché nessuno controlla?"

un call center (foto da wikimedia)
Un call center (foto da wikimedia)

Pubblichiamo oggi l'appello di un lettore, dipendente di un call center nell'Isola, a maggiori controlli a tutela di questa categoria di lavoratori.

***

"Gentile redazione,

sono da qualche tempo impiegato in un call center dell'Isola.

Una realtà che non conoscevo, e un lavoro che ho accettato perché l'unico, di questi tempi, che mi consente, in qualche modo, di andare avanti.

Quello che ho potuto constatare, e che dalle chiacchiere dei colleghi mi pare sia purtroppo 'abitudine' diffusa in questi luoghi, è quella di una mancanza totale di rispetto delle regole base di civiltà nei confronti dei dipendenti.

Nel nostro caso, la cosiddetta 'supervisor' all'insaputa dei titolari esercita comportamenti da 'tiranno': insulti, umiliazioni in sala, ricatti e traguardi impossibili da raggiungere.

Costante ansia, malcontento generale, paura di ribellarsi per timore di essere licenziati.

Ma vi sembra una cosa possibile?

Mi chiedo se il ministro Luigi Di Maio, che a lungo ha citato nei suoi discorsi in piazza la nostra categoria, stia veramente pensando di fare qualcosa.

Siamo anche noi lavoratori come gli altri, possibile che lo stato e le istituzioni non siano in grado di tutelarci?

Grazie dell'attenzione".

Lettera firmata*

(* le generalità, a conoscenza della redazione, vengono omesse nel rispetto della privacy e secondo la normativa vigente)

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Potete inviare le vostre lettere e segnalazioni a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.

(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che denunciano disservizi o anomalie e non necessariamente ne condivide il contenuto)

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