3 MINUTI CON...

Il ricordo

Geppetto Iriu, corallaro di Su Pallosu

Una passione autentica nel rispetto delle regole
geppetto iriu (foto iriu)
Geppetto Iriu (foto Iriu)

La sua officina, a Su Pallosu accoglie per tutto il mese di ottobre una mostra dedicata all'artigianato della zona. Il corallaro Geppetto Iriu, scomparso nel 2006, sembra osservare le opere esposte: a lui gli organizzatori dell'evento hanno dedicato uno spazio con foto e testi per ricordare chi è stato e la sua particolare attività. Geppetto è stato per anni, a Su Pallosu, il re del corallo. Non c'era bisogno di aggiungere il cognome, tutti lo conoscevano. E non solo chi lavorava nel mare, ma anche i turisti in vacanza nella borgata marina di San Vero Milis amavano passare nella sua officina e scambiare con lui qualche battuta e ascoltare le sue storie. Non spinse le sue capacità fino al limite, capì quando giunse il momento di fermarsi e di non scendere più nelle profondità del mare che, stando ai racconti di chi si immerge alla scoperta del blu più profondo, regalano sensazioni uniche. Paola Iriu, figlia di Geppetto, oggi sessantacinquenne, confessa di aver voluto provare quelle sensazioni. Sensazioni che arrivano allo stato dell'ebbrezza ed euforia. "Ma mio padre era molto apprensivo e subito dopo ci ho rinunciato". Aggiunge, poi, che per lei le bombole erano un giocattolo, e provava a terra ma non era la stessa cosa: "Avrei voluto provarle in mare ma dopo quella esperienza non ho più chiesto di fare immersioni. Sapevo che c'era un pizzico di rischio, ci si può anche ubriacare". Oggi Paola ricorda il babbo con tanto rispetto che sfiora la venerazione. "In barca si vedevano le sue capacità, sapeva fare la differenza rispetto agli altri". La figlia si lascia anche andare ad altri ricordi: "Era affascinato dalla colonia dei ponzesi che a Su Pallosu negli anni Settanta era corposa, li definiva veri pescatori, mentre altri erano solo predatori del mare. Incontrare i pescatori di Ponza per mio padre era stimolante. Ricordo un'uscita avventurosa in mare, al termine di un'immersione all'improvviso la calma piatta si era trasformata in onde quasi da burrasca. L'equipaggio era in una zona dalla quale era difficile uscire ma mio padre non si era fatto prendere dal panico ed era riuscito a infilare un canale per poi fregare le onde, riuscì a portare a terra in salvo tutti. Ricordo che un pescatore ponzese, con grande esperienza, aveva esclamato: che meraviglia, che uomo! Lo stesso che aveva maturato grande rispetto per mio padre, al punto da rivelargli tanti segreti e in particolare le zone ricche di corallo".

Geppetto conosceva bene e aveva la consapevolezza di ciò che stava mettendo da parte. Nonostante ciò, arrivato ai 60 anni decise di lasciare il suo "trono" a quello che all'epoca era l'unico erede, Sandro Pisano, per anni rimasto solo negli abissi azzurri della costa oristanese a cercare l'oro rosso, rami di corallo sempre più rari. Eppure, negli anni Ottanta i ragazzi che frequentavano la scuola di Geppetto formavano un gruppo niente male: poi, via via, ciascuno ha seguito altre strade, Sandro Pisano ha invece continuato quella del maestro. "Su alcuni non mi sono sbagliato", mi raccontò in una intervista Geppetto, "sapevo che non sarebbero mai diventati corallari; mentre per Sandro è stato diverso: non credevo che di questo ne avrebbe fatto il suo lavoro, anche perché non riuscivo a capire che il rapporto che lo legava alle immersioni e alla raccolta del corallo". Sandro Pisano è stato un corallaro per anni poi le cose della vita, come spesso accade, lo hanno portato altrove.

La ricerca del corallo, nonostante sia un tipo di attività che, pur regalando forti emozioni, mette a dura prova il fisico, ha rappresentato per Geppetto una passione senza confini; alcuni accorgimenti permisero, però, di evitare gli eccessi e quindi di intraprendere una sfida con sé stessi. Attività in cui il rispetto di alcune regole è fondamentale, a partire dalle tappe in risalita: pensate che il lavoro effettivo è di venti minuti, mezz'ora, ma complessivamente occorrono almeno quattro ore. La discesa è velocissima, un minuto e mezzo circa: arrivati in profondità, comincia la raccolta del corallo, per trenta minuti circa. Terminato il lavoro, si procede con la risalita: ogni tre minuti si fa una sosta della durata che varia e cresce progressivamente per consentire la decompressione. Al termine tre tappe nella camera iperbarica, di 40 minuti ciascuna. Alla ricerca dell'oro rosso: il rubrum è la specie del Mediterraneo, con diverse tonalità di colore, per la presenza di sali di ferro. Il valore può variare non per il colore, ma per la rotondità del ramo che permette una lavorazione più facile. I fondali al largo di Capo Mannu costituiscono l'ambiente favorevole per far crescere i rami rossi. Geppetto fu anche un artista del corallo che forgiava con grande maestria: dalle sue mani sono nati orecchini, collane e bracciali originali. Uno dei tanti: aveva creato un gioiello per una figlia ricalcando nell'oro rosso il profilo della giovane.

© Riproduzione riservata


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}