Dimenticate le camicie sudate in discoteca all’inseguimento dell’alba, i cocktail discutibili pagati a peso d’oro e i postumi del giorno dopo passati a letto a maledire le proprie scelte di vita. Oggi, nel 2026, all’alba ci si sveglia direttamente. Ma non per un attacco di produttività tossica, bensì per allacciarsi le scarpe da ginnastica e raggiungere il proprio running club.
Da New York a Milano, da Londra a Cagliari, la corsa è diventata l’assoluto trend di massa. Un’onda colorata senza genere e senza età che ha conquistato le strade, capitanata però da una guida inaspettata: la Gen Z. Sì, proprio i nativi digitali – i nati tra il 1997 e il 2012 – spesso accusati di essere pigri, indolenti e perennemente incollati a uno schermo, hanno deciso di stravolgere le regole del gioco.

L’addio alla corsa solitaria: il running diventa pop

La corsa vecchio stile – quella solitaria, un po’ sofferta, fatta di cronometri analogici e sguardi fissi sull’asfalto – ha lasciato il posto a un fenomeno collettivo, inclusivo e decisamente instagrammabile (anzi, “stravabile”). A guidare questi nuovi club della corsa sono spesso poco più che ventenni, capaci di radunare via social centinaia di amatori per trasformare un allenamento in un evento pop, tra completini coordinati, scarpe all’ultimo grido e occhiali veloci.

Non si tratta solo di una percezione da parco cittadino: i dati parlano chiaro e il running boom è ormai una realtà inconfutabile.

Strava è il nuovo “Social Flex”

Il vero termometro di questa rivoluzione è Strava, la piattaforma di fitness più importante del mondo con oltre 180 milioni di utenti in 185 Paesi. Nel suo ultimo report annuale (rilasciato a fine 2025), Strava ha incoronato la corsa come lo sport più praticato dell’anno. Ma c’è di più: l’app è diventata il nuovo social network di riferimento, superando nelle preferenze dei giovani i balletti di TikTok e le pose di Instagram.

Come ha dichiarato Michael Martin, Ceo della piattaforma

«La Gen Z si sta allontanando dallo scrolling passivo per cercare esperienze reali nel mondo fisico. Più della metà dei giovani prevede di usare Strava ancora di più nel 2026, riducendo il tempo passato su Instagram e TikTok. Questa generazione sta riscrivendo le regole e noi vogliamo farli muovere insieme».

Nel corso del 2025, i nuovi club creati sulla piattaforma sono quasi quadruplicati, raggiungendo la quota record di 1 milione. Addio selfie in posa o foto con filtri: oggi il vero flex consiste nel condividere i propri tempi, le mappe dei percorsi e, al massimo, la foto di un paesaggio all’alba. Si condividono i successi, ma anche i fallimenti, in nome di un’autenticità che i vecchi social sembrano aver perso. Un trend che i ragazzi si portano persino in vacanza: per il 23% dei giovani della Gen Z il fitness in viaggio non è negoziabile, e la filosofia dominante per il 30% di loro è riassumibile nel mantra: “Run, sun, and snacks” (Corsa, sole e spuntini).

Dalla pandemia a Tinder: se cerchi l’amore, corri

Ma come siamo arrivati a questo punto? Le radici del fenomeno risalgono ai giorni bui della pandemia, quando la chiusura di palestre e centri sportivi ha reso la corsa l’unico modo semplice, economico e sicuro per evadere di casa. Da lì, il trend è esploso su TikTok sotto l’hashtag #runtok, trasformando il running in un argomento ad altissimo tasso di “influenza”. Dai consigli sulle scarpe tecniche al miglior prezzo ai video sullo stretching pre-corsa, fino alle dritte sull’alimentazione: i running influencer oggi dettano legge.

Il fenomeno è diventato così pervasivo da cambiare persino il corso delle relazioni sentimentali. Se un tempo si sperava di incrociare lo sguardo di qualcuno in un bar, oggi si punta sulla frequenza cardiaca. Lo ha capito persino Tinder che, nel 2025, in collaborazione con l’app di coaching Runna, ha lanciato in Inghilterra l’iniziativa “SoleMates”: una serie di cinque appuntamenti con corse gratuite di 5 chilometri pensate esclusivamente per single. L’obiettivo? Trovare l’anima gemella sudando insieme, con la certezza di condividere almeno una passione – e lo stesso brand di scarpe).

In fondo, la Gen Z ha capito una cosa fondamentale: correre in gruppo costa meno di una serata in discoteca, fa bene alla salute, produce endorfine e, a quanto pare, è il modo più efficace per fare networking. Non resta che allacciarsi le scarpe: il treno del 2026 corre veloce, ed è meglio non farsi trovare col fiatone.

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