Cinquant'anni fa vinceva il festival di Sanremo cantando in duo con Nicola Di Bari la canzone "Il cuore è uno zingaro". La sua vicenda umana e artistica è stata ripercorsa in un tvmovie intitolato "La bambina che non voleva cantare", su Rai1. Quella bambina si chiama Nada Malanima, per tutti Nada, la cantautrice toscana che ha trionfato al festival di Sanremo di cinquant'anni fa. Su quel palco aveva debuttato nel 1969, appena sedicenne, interpretando "Ma che freddo fa", un brano destinato a diventare un classico della musica leggera italiana. A distanza di mezzo secolo l'artista toscana, dopo aver preso le distanze dall'industria discografica che per lungo tempo le ha cucito l'immagine di eterna ragazzina, è diventata un'icona della scene indie italiana e si muove su diversi fronti, tra spettacolo e letteratura. Nell'arco di mezzo secolo ha esplorato diversi generi musicali. Dopo i primi successi che hanno scalato le classifiche di vendita si è cimentata in operazioni discografiche slegate dalle mode e dai cliché imposti dalle case discografiche. Un suo lavoro del 1973, ispirato a Piero Ciampi, venne rivalutato soltanto in seguito. Ma nel frattempo continua a collezionare anche grandi successi, compresi alcuni tormentoni con "Amore disperato". La vera svolta arriva alla fine degli anni Novanta quando fonda il trio con Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti (entrambi degli Avion Travel). Il rapporto con la canzone d'autore si intensifica e inizia a curare personalmente i testi dei suoi brani. Con il passare degli anni diventa un punto di riferimento delle scena indipendente italiana. Collabora con Motta e soprattutto con gli Zen Circus, la band toscana che l'accompagna in un lungo tour nazionale. Cinque anni fa una sua vecchia canzone è stata inserita nelle colonna sonora della serie tv "The Young Pope" (diretta da Paolo Sorrentino). Il brano intitolato "Senza un perché" ha ottenuto un grande successo e Nada è tornata prepotentemente in classifica, ha collezionato premi prestigiosi e nel 2019 è stata protagonista anche sul palco del festival di Sanremo. I suoi tour spesso hanno fatto tappa in Sardegna. L'ultima esibizione risale al maggio del 2017 quando la cantante toscana è salita sul palco del festival Ateneika a Cagliari davanti a migliaia di giovani. Nel corso degli anni il suo pubblico è cambiato. Sotto il palco c'è sempre qualche nostalgico degli anni Settanta-Ottanta. "Che freddo fa" in scaletta non può mancare, cosi come "Amore disperato". , raccontò alla vigilia del concerto cagliaritano. In quella occasione ricordò anche la lotta per abbandonare la discografia delle major per privilegiare autoproduzione e etichette indipendenti: «Diciamo che mi sono liberata. Essere liberi in questo mestiere non è facile, soprattutto in Italia. All'inizio della carriera ero piccola e inconsapevole di certi meccanismi».

LA RAGAZZA CHE NON VOLEVA CANTARE Il film andato in onda il 10 marzo su Rai Uno è ispirato al romanzo di Nada "Il mio cuore umano" - pubblicato dalla casa editrice Altlantide nel marzo del 2019 - come spiega Costanza Quatriglio, che ha diretto il film scritto da Monica Rametta. "Mi sono innamorata subito di questa bambina dalla voce prodigiosa con il cuore ferito per l'instabilità emotiva della madre - racconta la regista palermitana - così ho pensato a un film che unisse la favola con la musica, personaggi lievi e vitali insieme con i lati più oscuri dell'animo umano, la potenza del talento e della vocazione con le paure più segrete dell'infanzia: il timore dell'abbandono, di non essere amati abbastanza, della morte dei genitori. Nada canta per Viviana dedicando a lei ogni parola delle canzoni d'amore che il maestro Leonildo le fa conoscere>. Il film in qualche modo rappresenta anche un viaggio nella musical leggera italiani degli anni Sessanta-Settanta
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