La lotta alle perdite di tempo in Serie A sembra funzionare
Le nuove norme introdotte in questa stagione hanno aumentato il tempo effettivo e lo spettacoloPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Serie A e il mondo del calcio si evolvono per ridurre al minimo le perdite di tempo, migliorare il ritmo e di conseguenza lo spettacolo. Le nuove regole introdotte in questa stagione dall’Ifab (l’International Football Association Board) hanno come obiettivo dichiarato proprio quello di aumentare il tempo effettivo di gioco e diminuire i momenti di pausa, che nelle ultime stagioni si erano dilatati sempre più soprattutto dopo l’inserimento del Var.
Tra le principali novità il conteggio prima dei rinvii dal fondo: l’arbitro, in maniera visibile, deve effettuare un conto alla rovescia partendo da cinque secondi. Se non viene battuto entro questo termine, il direttore di gara deve assegnare un calcio d’angolo alla squadra avversaria. Già dalla giornata inaugurale di questa Serie A, lo scorso 23 agosto, si è vista l’applicazione della nuova regola: Lorenzo Palmisani, portiere del Frosinone, è stato il primo in assoluto sanzionato per aver atteso troppo prima di effettuare un rinvio nella partita con la Juventus, con calcio d’angolo assegnato ai bianconeri. Lo stesso discorso vale per le rimesse laterali, sempre con il conteggio di cinque secondi e l’inversione in caso di ritardo. Novità, queste due, già note da tempo nel mondo del calcio a 5 dove l’arbitro interviene se si superano i quattro secondi di attesa (nel futsal, questa regola vale anche per la battuta dei piazzati e il possesso del portiere).
Sempre per contrastare le perdite di tempo, sono state accelerate le procedure dei cambi: un giocatore sostituito deve uscire dal campo entro dieci secondi, altrimenti chi subentra dovrà attendere un minuto prima di entrare e la sua squadra sarà costretta a giocare il periodo dalla ripresa con un uomo in meno. Questa vera e propria “lotta” ha coinvolto anche i calciatori che restano a terra in campo, una delle principali casistiche in cui il gioco veniva fermato (non sempre in maniera corretta). Per evitare che qualcuno finga un infortunio per far passare secondi, nei casi in cui è necessario l’intervento dello staff medico il giocatore dovrà anche qui attendere un minuto (dalla ripresa del gioco) prima di tornare in campo. La modifica regolamentare non si applica se il giocatore coinvolto è un portiere, o se l’arbitro ha ammonito o espulso chi aveva commesso il fallo.
Prima dei calci d’angolo, al contrario, si può assistere a qualche secondo di attesa in più: da questa stagione, il Var può intervenire per correggere un’assegnazione palesemente errata, ossia se in realtà l’ultimo tocco era di un attaccante e doveva essere data la rimessa dal fondo. La modifica non riguarda invece il contrario, quindi se viene assegnata la rimessa non si può assegnare un angolo anche se l’ultimo tocco è palesemente di un difendente. E sempre il Var può ora correggere una seconda ammonizione palesemente sbagliata. La Serie A, a differenza di quanto visto ai Mondiali, non ha invece adottato l’espulsione “automatica” per chi – in una discussione con un avversario – si copre la bocca per parlare. Qui è a discrezione dell’arbitro decidere se e come punirlo.
I dati forniti dalle prime giornate di Serie A hanno indicato un notevole aumento del tempo effettivo, con diverse partite che hanno superato i 60’ e un complessivo miglioramento della qualità delle gare (nessuno 0-0 nelle 50 partite finora disputate): l’indicazione iniziale è che queste nuove norme stiano funzionando. Sarà il resto della stagione, dalla ripresa del campionato dopo la maxi sosta per le nazionali, a dare un’ulteriore certificazione di quella che sembra a tutti gli effetti una novità positiva.
