Il successore di San Francesco sepolto in Sardegna
A Monte Rasu, in territorio di Bottidda, c’è uno dei più antichi insediamenti dei Frati Minori nell’Isola: lì morì e fu seppellito Giovanni Parenti, prima guida dell’Ordine dopo il “Poverello” di AssisiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le celebrazioni del 3 e 4 ottobre, negli ottocento anni dalla morte di San Francesco, permettono di riscoprire anche in Sardegna le radici di una presenza religiosa antichissima. Da quest’anno il 4 ottobre è tornato ad essere festa nazionale, mentre la Chiesa vive l’Anno giubilare francescano, che andrà avanti ancora fino al 10 gennaio 2027. Fra i luoghi da riscoprire nell’Isola c’è sicuramente Monte Rasu, nel territorio di Bottidda: qui la tradizione colloca gli ultimi anni e la sepoltura di Giovanni Parenti, il frate che guidò l’Ordine dopo la morte del santo. Fu lui, infatti, a succedere a Francesco nonostante il santo di Assisi avesse indicato Pietro Cattani, scelto per succedergli nel 1220, ma morto nel 1221, prima quindi della scomparsa del fondatore dei Frati Minori.
Il personaggio
Giovanni Parenti era probabilmente originario di Carmignano, in Toscana. Prima di indossare il saio e seguire San Francesco, che conobbe proprio in Toscana, aveva esercitato come giudice a Civita Castellana, oggi in provincia di Viterbo: un uomo del foro che scelse la fraternità dei Minori. Intorno al 1219 fu inviato da Francesco in Spagna, dove divenne ministro provinciale dell’Ordine. Nel 1227, dopo la morte di Francesco, venne eletto ministro generale. Restò in carica fino al 1232, negli anni della canonizzazione del fondatore dell’Ordine e dell’avvio della costruzione della basilica di Assisi.
La crescita dell’Ordine portava nuove responsabilità e richiedeva anche di definire il modo di vivere la Regola. La memoria devozionale ricorda Giovanni Parenti come un religioso sensibile, rigoroso, capace di commuoversi sino alle lacrime: da qui l’appellativo “magister lacrimarum”, maestro delle lacrime. Il suo addio alla guida dei francescani, nel 1232, con l’elezione di frate Elia, è stato raccontato come una rinuncia umile ma anche come l’esito di uno scontro interno. Dopo il generalato, Giovanni riprese la predicazione, prima in Corsica e poi in Sardegna. È questo il percorso che le ricostruzioni storiche indicano e che portano il successore di San Francesco nell’Isola. Le fonti consultate non citano un porto di sbarco né consentono di ricostruire le tappe del viaggio. Lo si può solo immaginare impegnato a diffondere il messaggio francescano e a far crescere le prime comunità. L’Isola divenne così il luogo di una nuova missione.
La ricerca
Un possibile indizio che permette di avere notizie su Giovanni Parenti, compare nel 1237: lo studioso Umberto Zucca ha proposto di identificarlo con un Giovanni dell’Ordine dei Minori presente in un documento legato alla regina Adelasia. L’identificazione rimane un’ipotesi. Il punto d’arrivo della memoria sarda è Monte Rasu. L’annuario della diocesi di Ozieri colloca il convento a 942 metri di altitudine e lo annovera fra i primi insediamenti francescani dell’Isola. Sulla fondazione le date oscillano: alcune ricostruzioni risalgono al 1220, altre agli anni Trenta del Duecento. Gli stessi Minori conventuali distinguono fra l’arrivo tradizionalmente attribuito ai primi frati e la presenza documentata a Cagliari nel 1230. Per Monte Rasu indicano anche il 1236. Secondo il ricordo conservato a Bottidda, Parenti visse nel romitorio dal 1237 al 1250. Qui sarebbe morto e sarebbe stato sepolto nella chiesetta di Monte Rasu, sul lato sinistro dell’altare.
Secondo alcune fonti, l’insediamento di Monte Rasu sarebbe il primo luogo francescano in Sardegna, nato appunto intorno al 1220, quindi prima della morte di Francesco d’Assisi, avvenuta appunto nel 1226. Anche a Sassari la tradizione colloca intorno al 1220 l’arrivo dei frati, accolti nella chiesa di Santa Maria di Campulongu, già appartenuta ai benedettini. Da quel nucleo si sviluppò il complesso di Santa Maria di Betlem, destinato a diventare uno dei grandi centri della spiritualità francescana sarda. I religiosi si insediarono dunque in un luogo di culto preesistente: la successiva costruzione della chiesa francescana apparterrebbe, invece, a una fase più tarda del Duecento.
La presenza dei francescani
Tuttavia, la prima attestazione documentaria certa della presenza dei francescani in Sardegna risale al 1230 e riguarda Cagliari. Gli stessi Frati Minori conventuali ricordano gli arrivi a Sassari e Monte Rasu intorno al 1220 come una ricostruzione tradizionale, mentre nella loro cronologia indicano il convento del Goceano anche con la data del 1236.
Un articolo pubblicato tempo fa da “Voce del Logudoro” richiama un manoscritto del 1384-1385 della biblioteca Bodleiana di Oxford, nel quale si ricorda il riposo del beato Giovanni Parenti nella vicaria di Sardegna. Riporta inoltre una testimonianza pubblicata negli “Analecta Franciscana” che indica il 1250 come anno della morte e la chiesa di Monte Rasu come luogo della sepoltura.
Il Dizionario biografico Treccani considera molto probabile la morte a Monte Rasu, lasciando incerto l’anno fra 1240 e 1250. Altre ricostruzioni la collocano in Corsica. Anche il portale regionale SardegnaTurismo usa una formula prudente: Monte Rasu è il luogo dove “forse” Giovanni è sepolto. La sua presenza nella memoria religiosa dell’Isola è dunque salda; l’esatta ricostruzione degli ultimi giorni resta ancora oggi oggetto di dibattito tra studiosi e ricercatori.
L’ultimo restauro
Negli anni, invece, il convento di Monte Rasu ha attraversato trasformazioni e passaggi di proprietà. Nell’Ottocento, dopo l’incameramento dei beni religiosi da parte dello Stato, fu venduto a privati e adibito a casa colonica. Nel 1927 Pellegrino Giannasi, imprenditore della zona del Goceano ma di origini modenesi (come si legge nel libro della scrittrice nuorese Luciana Falchi Giannasi, “L’Antico Convento di Monte Rasu”), dopo aver acquistato l’area a fine Ottocento, restaurò la chiesetta, restituita al culto e nuovamente frequentata dai fedeli. L’annuario diocesano riconosce alla famiglia il merito della conservazione e della custodia del complesso.
Nella zona continuano anche a realizzarsi i pellegrinaggi con destinazione Monte Rasu. Il Comune di Bottidda indica due appuntamenti tradizionali: il 2 agosto, per la Porziuncola o Perdono di Assisi, e il 4 ottobre, festa di San Francesco. Sono celebrazioni francescane che custodiscono anche la memoria di Giovanni Parenti. Non si ha notizia invece di una festa isolana dedicata esclusivamente a lui. Nell’anno in cui ricorre l’800° anniversario della morte di San Francesco, che spirò alla Porziuncola la sera del 3 ottobre 1226, è giusto ricordare anche Monte Rasu e Giovanni Parenti e il suo legame con la Sardegna, dove venne sepolto. E oggi, un piccolo convento fra i boschi conserva il ricordo dell’uomo chiamato a raccogliere l’eredità del “Poverello” di Assisi.
