Quando in Sardegna si parla del numero 11, il pensiero – anche di chi non è appassionato di calcio – vola subito al mito rossoblù: Gigi Riva. Perché Rombo di Tuono e la sua maglia 11 hanno regalato emozioni fortissime a tutto il popolo sardo con la vittoria da parte del Cagliari dello scudetto nel 1969-1970. Ma non solo: anche cambiando colori, dal rossoblù all’azzurro dell’Italia, Riva ha continuato sempre a segnare e a far sognare. Ancora oggi è il miglior marcatore della storia della Nazionale italiana con 35 gol. E per omaggiare il mito calcistico, simbolo di una intera regione, il 9 febbraio 2005, nel vecchio stadio Sant’Elia, c’è stata la cerimonia del ritiro, da parte del Cagliari, della maglia numero 11 in occasione della amichevole dell’Italia contro la Russia.

E spesso un numero passa alla storia proprio grazie a uno sportivo e alle sue imprese. Non solo nel calcio. Certo alcuni sono iconici proprio grazie al pallone. La maglia con il numero 10 non può non essere associata subito a Pelè o a Maradona. E, scendendo dall’olimpo del calcio, anche a Zidane, Totti, Baggio e più recentemente a Messi. Per restare ai tempi nostri, quando si nomina il 7 è quasi immediato associarlo a Cristiano Ronaldo, CR7 appunto. Eppure in un primo momento il suo nome, quando giocava allo Sporting Lisbona, indossava la 28. Poi il passaggio al Manchester United: qui l’allenatore Sir Alex Ferguson assegnò a Cristiano Ronaldo la maglia con il numero 7, eredità pesante visti i predecessori (George Best, Eric Cantona e David Beckham). Il resto è storia calcistica.

Ma i numeri nello sport sono davvero tanti. Il 23 è sinonimo di Michael Jordan, icona del basket mondiale.

DCA53-19980605-SALT LAKE CITY, UT, UNITED STATES: (FILES) In the 05 June 1998 file photo, Michael Jordan of the Chicago Bulls hangs on the rim after a slam dunk 05 June 1998 against the Utah Jazz in game two of the NBA Finals at the Delta Center in Salt Lake City, UT. According to print and broadcast reports 12 January 1999, Jordan, a five-time NBA Most Valuable Player, plans to announce his retirement at a 13 January press conference in Chicago. EPA PHOTO AFP FILES/JEFF HAYNES/jf/sw/kr
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Michael Jordan con la maglia numero 23 (Epa)

Anche in questo caso la storia avrebbe potuto prendere una strada diversa perché Jordan aveva un altro numero preferito da giovane: il 45. Ma era lo stesso che utilizzava il fratello maggiore Larry nel baseball. Probabilmente pensando di non valere quanto il fratello, Michael scelse il 23, la metà – arrotondata per eccesso – proprio di 45. La storia racconta anche di un imprevisto: nel 1990 Michael dovette giocare una partita con il numero 12 perché la sua magica 23 gli era stata rubata dall’armadietto nello spogliatoio dei Chicago Bulls impegnati in trasferta contro gli Orlando Magic. Lo stesso numero è stato scelto da James LeBron, fin dal liceo, in omaggio proprio al suo idolo Michael Jordan. Poi la necessità di cambiare numero, nel 2010, perché gli Heat avevano ritirato il 23 in onore di Jordan: omaggio che doveva essere ripreso da quasi tutte le altre e che invece solo gli Heat decisero di fare. LeBron scelse la maglia con il 6, per rendere omaggio a Julius Erving, Dr. J, giocatore a cui si sente di dovere molto per la spettacolarità del suo gioco. Poi il ritorno al 23 anche con una “votazione”, nel 2018, affidata ai tifosi che scelsero proprio quel numero per LeBron ai Lakers.

Nel baseball non si può non citare il 42 di Jackie Robinson: nel lontano 15 aprile 1947 ha indossato la maglia con questo numero con i Brooklyn Dodgers diventando il primo giocatore afroamericano a debuttare nella Major League Baseball (MLB), rompendo la cosiddetta “barriera del colore”.

Jackie Robinson con il numero 42 (Ansa)
Jackie Robinson con il numero 42 (Ansa)
Jackie Robinson con il numero 42 (Ansa)

Nel 1997, per i 50 anni dal suo debutto, il numero 42 è stato ritirato dal campionato e in suo omaggio, il 15 aprile, si celebra il Jackie Robinson Day, con tutti i partecipanti (giocatori, manager e arbitri della Mlb) che scendono in campo indossando una maglia con il numero 42. E nell’hockey su ghiaccio c’è la 99 di Wayne Gretzky. Anche lui avrebbe voluto un altro numero: il 9 in onore di un suo idolo (Gordie Howe) ma era già utilizzato da un compagno di squadra. Il suggerimento del suo allenatore, quello di usare il doppio 9, ha fatto la storia. Nel 2000 la NHL, la lega professionistica di hockey su ghiaccio nordamericana, ha ufficialmente ritirato il numero 99 in tutta la lega, rendendolo l’unico giocatore nella storia della NHL ad avere il proprio numero di maglia ritirato da ogni squadra. E queste sono solo alcune delle storie di maglie e numeri diventate leggende nello sport.

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