Essere single fa bene? I benefici della vita senza partner secondo la scienza
Più spazio per crescere, nuove esperienze, relazioni sociali e maggiore soddisfazione: a dimostrarlo è un recente studio canadeseUna foto simbolo
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Niente rose, niente anniversari da ricordare, nessuno con cui litigare per il telecomando. Essere single ha vantaggi facili da intuire. Ma una nuova ricerca individua qualcosa di meno scontato: la vita senza partner può diventare uno spazio per sperimentare, crescere e scoprire parti di sé. A una condizione: viverla non come una parentesi in attesa di qualcuno, ma come una fase con possibilità proprie.
È il punto di partenza di «Riding Solo», studio pubblicato il 6 agosto sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin e condotto alla Simon Fraser University, in Canada. Tre indagini: un diario quotidiano compilato per quattordici giorni da 130 persone, un diario settimanale seguito per sei settimane da altre 146, un esperimento su 324 partecipanti. Tutti single. Tutto ruota attorno a un concetto dal nome poco romantico, singlehood self-expansion potential: la percezione che la vita da single possa offrire occasioni per fare nuove esperienze e ampliare il proprio senso di sé.
1. Più spazio per crescere
Le persone che vedono nella propria condizione una possibilità di crescita sono più soddisfatte della propria vita da single. Nel questionario compariva una frase esplicita: «Essere single ha il potenziale di farmi crescere come persona in futuro». Chi vi attribuiva più importanza riportava anche livelli più alti di soddisfazione generale e di soddisfacimento dei bisogni psicologici.
2. Non servono grandi imprese
Quando le ricercatrici hanno chiesto quali fossero, concretamente, quelle esperienze, la risposta è stata meno esotica del previsto. In testa lo sport, un quinto del totale: partite, palestra, camminate. Seguono le feste e il semplice vedersi con qualcuno, entrambe al 15 per cento. Poi le cene fuori e i traguardi al lavoro o all’università, al 9. Nessun corso di coreano: vita ordinaria. Il punto non è avere più tempo libero, è che cosa si decide di farne.
3. Gli amici diventano centrali
Il dato più solido: essere single non significa fare tutto da soli. L’ottantatré per cento di quelle esperienze è avvenuto in compagnia di qualcuno, amici nella metà dei casi e familiari in uno su cinque. Da soli, meno del venti per cento. I single, spiega il paper, possono crescere e ottenere benefici simili a chi ha un partner, ma questo accade quando «mettono a frutto le proprie relazioni sociali». È una correzione a uno stereotipo resistente da secoli. La parola single, e nel parlato anche solo, o sola, descrive l’assenza di una persona e pretende, sbagliando, di raccontare un’intera vita sociale.
4. Meno paura di rimanere single
Nei primi due studi emerge anche un’associazione con una minore paura di restare senza partner. Più una persona vede possibilità nella propria condizione, meno questa appare come qualcosa da cui fuggire. Le autrici precisano però che i dati non permettono di stabilire un rapporto di causa.
5. Anche l’umore può beneficiarne
Nell’esperimento finale i 324 partecipanti hanno immaginato attività future: un gruppo esperienze nuove e spontanee, l’altro situazioni routinarie. I primi hanno riportato più esperienze di crescita e un umore migliore. Ma l’esercizio non ha modificato la percezione di fondo: fantasticare sulle vacanze da soli non basta.
C’è un ultimo dato, ed è quello che impedisce alla ricerca di diventare una predica motivazionale. A vedere meno possibilità sono chi è single non per scelta, chi desidera una relazione stabile, chi ha una bassa autostima e chi è convinto che senza un partner non si sia completi. Non è una colpa, semmai il contrario: il paper osserva che sono proprio queste persone a rischiare di precludersi «una risorsa importante» per il proprio benessere. Alla fine lo studio non incorona i single e non boccia la vita di coppia. Spiega che l’essere single è un contesto «importante, e tuttavia poco studiato» in cui le persone possono crescere. In sintesi: una relazione sentimentale non è l’unico luogo in cui trovare crescita, connessione, novità e soddisfazione. E forse, la prossima volta che qualcuno chiederà: «Ma sei ancora single?», si potrebbe rispondere con una domanda meno scontata: «Sì. E sai quante cose ho fatto nel frattempo?»
