Crisi della sanità, Sos dai territori
Le richieste delle associazioni e dei sindaci alla Regione: medici di medicina generale, Case e Ospedali di comunità, un piano straordinario di assunzioni, abbattimento delle liste d’attesa, più posti lettoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Approvazione di un Piano Socio Sanitario Regionale triennale, aggiornato ai reali bisogni di salute della Sardegna, con obiettivi, priorità, cronoprogrammi e tempi certi. Ricostruzione di una medicina territoriale pubblica effettiva, capace di garantire assistenza primaria, presa in carico, domiciliarità, continuità assistenziale e riduzione degli accessi impropri ai pronto soccorso.
Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità devono essere completati e resi pienamente operativi con personale adeguato. Non possono diventare strutture vuote o soltanto nominali. I piccoli ospedali e i presidi delle aree interne devono essere riconosciuti come presidi essenziali e insostituibili di prossimità e tutela delle comunità locali.
Serve un piano straordinario per il personale, con particolare attenzione a medici, infermieri, OSS e figure oggi carenti nei territori più esposti. Bisogna procedere con lo scorrimento delle graduatorie pubbliche e con la valorizzazione delle professionalità già formate e selezionate.
La sanità privata può avere, nei limiti di legge, una funzione integrativa e non sostitutiva del Servizio sanitario regionale. Il pubblico deve tornare a essere il perno del sistema. Occorre inoltre rafforzare prevenzione, salute mentale, osservazione epidemiologica, registri tumori, registri di patologia e delle malattie rare. I Comuni, le Conferenze dei sindaci, i Distretti e gli organismi di partecipazione civica devono tornare ad avere un ruolo reale nella programmazione socio-sanitaria. Infine, si chiede trasparenza piena su dati, liste d’attesa, mobilità sanitaria, distribuzione del personale, criticità dei reparti e tempi di attuazione delle misure annunciate.
Sono i punti principali del documento che il Coordinamento dei comitati sardi per la sanità pubblica ha consegnato sabato scorso alla governatrice e assessora alla Sanità Alessandra Todde e al Consiglio regionale, al termina di una manifestazione che ha portato a Cagliari un migliaio di persone, con numerosi sindaci del territorio.
«La mobilitazione nasce dalla crisi profonda e ormai strutturale della sanità pubblica in Sardegna», hanno spiegato, «dall’indebolimento della medicina territoriale, dalla carenza di personale sanitario e socio-sanitario, dall’allungamento delle liste d’attesa, dalla crescente difficoltà di accesso alle cure nei territori, dalla rinuncia alle prestazioni e dal peso sempre più forte della mobilità sanitaria».
Firmato da: Comitato SOS Barbagia Mandrolisai, Comitato per la Difesa della Sanità del Marghine, Comitato Cittadini Ospedale Delogu, Comitato per la Salute Pubblica Nuoro, Tutti Uniti per l’Ospedale Ogliastrino, Comitato Sanità Bene Comune Sarcidano - Barbagia di Seulo, Forum per la Salute Oristano, Passeggini Vuoti, Comitato del Terralbese in difesa del Diritto alla Salute, Associazione SvS Viaggi della Salute, Comitato S.O.S. vogliamo i medici a Oliena, Giù le mani dai concorsi pubblici, Comitato cittadino Abali Basta Antonio Masoni – Tempio Pausania Amici della Vita San Giuseppe, Associazione ARCADIA Sardegna, Associazione ASARP, Associazione ASGOP, Associazione ABACO, Medicina Democratica Sardegna.
