La svolta green dell'Italia passa anche da qui. I car sharing e bike sharing (letteralmente condivisione di macchine e condivisione di bici) sono servizi per la mobilità di utilizzo comune ormai in buona parte degli stati europei, e non solo, e che negli anni si sono sviluppati in diverse città italiane. Consistono nel noleggio temporaneo, con tariffa al minuto, di una macchina o di una bici, che è poi possibile riconsegnare o in spazi o in parcheggi purché all'interno dell'area coperta dal servizio. Un modo utile, soprattutto nelle grandi città, per cercare di diminuire lo smog ma anche per vivere meglio dal punto di vista dello stress. A Roma, Milano e Torino, l'alta densità abitativa, la frequenza del traffico e le difficoltà di trovare parcheggio, hanno infatti portato ad aumentare sempre più il ricorso a questi mezzi da parte dei residenti. Servizio che in Sardegna è presente solo a Cagliari e Sassari.

Almeno così dicono gli esperti di Openpolis che proprio su questo mondo ha svolto qualche giorno fa un'indagine. «I vantaggi del car sharing e bike sharing sono infatti molteplici. Da un lato, sono servizi che permettono spostamenti comodi e veloci anche a chi non possiede un proprio mezzo privato. Dall'altro, sono trasporti alternativi a favore dell'ambiente. Nel caso del car sharing, spesso vengono impiegati veicoli ad alimentazione più sostenibile, come le autovetture elettriche o ibride. Nel caso del bike sharing, tutte le bici sono veri e propri mezzi a zero emissioni che, oltre a non inquinare, favoriscono la riduzione del traffico», si puntualizza nel report.

Secondo i dati Istat, nei capoluoghi italiani si è passati da avere 1.896 macchine e 9.264 bici nel 2013 a 8.037 delle prime e 41.369 delle seconde nel 2018.

«Non solo bici e macchine sono oggetto di mobilità condivisa. In alcune città infatti sono disponibili anche servizi di sharing che riguardano motorini e monopattini elettrici. Ma quanto sono diffusi questi servizi? Attraverso i dati Istat sul car e bike sharing, abbiamo ricostruito la presenza di questi mezzi di trasporto sostenibile nei capoluoghi italiani - puntualizzano da Openpolis - Dai dati 2018, il servizio risulta prevalentemente diffuso nei grandi centri urbani. Probabilmente per via dei motivi visti in precedenza: alta densità abitativa, traffico urbano intenso e maggiore difficoltà nel trovare parcheggio. In questo senso va inoltre sottolineato che in genere i servizi di car sharing a flusso libero offrono la possibilità di parcheggiare la macchina anche nei parcheggi a pagamento, senza costi aggiuntivi».

In Italia dei 109 capoluoghi solo 35 dispongono di servizi di car sharing. Tra questi, Milano ha il numero più alto di veicoli ogni 100mila abitanti, pari a 245. Seguono Firenze (137), Torino (104) e Roma (81). E in Sardegna? Il servizio esiste solo a Cagliari e Sassari. Nella prima città ci sono 43 auto ogni 100mila abitanti, nella seconda appena otto. «Complessivamente, il servizio risulta più diffuso nelle città del nord, dove si trovano più della metà delle macchine disponibili (8.037), cioè 4.733 vetture. Il dato cala nei capoluoghi del centro (2.907) e del sud, dove il servizio offre in totale solo 397 mezzi», sottolineano gli esperti.

Diversi i numeri per il bike sharing, più diffuso indubbiamente. Il servizio è infatti è presente in 53 capoluoghi italiani su 109, contro i 35 del car sharing. Il bike sharing è ampiamente presente anche nei capoluoghi più piccoli. In particolare il maggior numero di bici condivise si trovano a Rimini e Ravenna, primi per offerta rispettivamente con 169 e 158 bici ogni 10mila abitanti. Milano (121) e Firenze (105), gli unici insieme ai due capoluoghi romagnoli a offrire più di 100 bici ogni 10mila persone. Mentre le città dove il servizio è meno diffuso sono Livorno (2) e Genova e Sassari, entrambi con solo un mezzo per 10mila abitanti. In Sardegna anche Cagliari offre il bike sharing: appena 3,2 le bici ogni diecimila residenti.

«Anche in questo caso, come per il car sharing, sono i capoluoghi del nord a offrire in media il maggior numero di mezzi per il bike sharing, pari a 44 ogni 10mila abitanti. Contro le 13 bici ogni 10mila residenti nei capoluoghi del centro e 2, invece, in quelli del sud», puntualizzano sempre gli esperti dio Openpolis.
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