«Oggi sono sereno. Ho deciso di dire addio al calcio. Anche se una piccola porta la lascio ancora aperta. Chissà, non si sa mai. Ma al momento, sto bene così». A poco più di cento giorni dalla scadenza del suo contratto con il Cagliari, lo scorso 30 giugno, Leonardo Pavoletti annuncia la fine della sua carriera professionistica, anche se – come da sue parole – potrebbe non essere la scelta definitiva. Lo fa con una lunga lettera pubblicata sul sito di Gianluca Di Marzio, dove ripercorre il suo viaggio nel mondo del calcio, fra grandi vittorie e delusioni.

«È iniziata una nuova pagina della mia vita», afferma Pavoletti, che proprio in questi giorni comincia il corso per direttore sportivo a Coverciano. «Ogni tanto sono impaziente, vorrei già sapere come andrà, leggere il finale di quella pagina. Ma la vita mi ha insegnato ad avere pazienza». Sui suoi nove anni in rossoblù si sofferma a lungo: «Cagliari è casa. È la sensazione di aver trovato il proprio posto nel mondo e di non avere bisogno di cercare altro. Cagliari è l’unione tutta sua del popolo sardo».

Nella lunga lettera, Pavoletti tratta in maniera esaustiva uno dei ricordi più belli, quello del gol al 94’ al San Nicola: «Bari, 11 giugno 2023. Se vinciamo, torniamo in A. Non aspettavo altro, ma Ranieri mi tiene in panchina. Quella maledetta panchina, come quando ero ragazzo. Sono incazzato. Il tempo scorre, 0-0. Entro solo all’89’. Ma la vita me lo ha insegnato, ogni minuto può essere importante. Mi sono allenato per questo. Cross dalla destra, ci arrivo prima di tutti. 0-1, siamo in Serie A. Tutto riassunto in 5 minuti. 5 minuti».

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