Virtus Cagliari e San Salvatore masticano amaro dopo un weekend senza gioie
Le due squadre sarde sono state sconfitte rispettivamente da Costa Masnaga e TorinoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'ultimo fine settimana è scivolato via senza soddisfazioni. Masticano amaro San Salvatore Selargius e Virtus Cagliari, sconfitte rispettivamente da Torino e Costa Masnaga nel primo turno di ritorno della Serie A2 Femminile di basket.
Il ko è duro da digerire soprattutto per la Nuova Icom: il match di Venaria Reale, infatti, sembrava alla portata di Ceccarelli e compagne, che però sono state tradite da una prova poco brillante. Deluso il tecnico Vasilis Maslarinos: «Abbiamo giocato contro una squadra che ha voluto la vittoria più di noi», taglia corto il coach di Salonicco, «abbiamo perso troppi palloni e sbagliato tantissimi tiri liberi. Ogni volta che siamo riusciti a rimontare abbiamo poi vanificato tutto prendendo delle decisioni sbagliate. Il basket è così, la squadra migliore vince. Non ci resta che andare avanti nel nostro cammino».
Se le selargine non perdono posizioni in zona playoff, la Sardegna Marmi scende in sesta piazza, comunque nel pieno della zona playoff. Sabato scorso, al PalaRestivo, la corazzata Costa Masnaga ha mostrato i muscoli con una prova d'autorità, ma il coach biancoblù Fabrizio Staico recrimina: El Habbab e compagne avrebbero potuto fare comunque meglio del -25 incassato alla sirena. «Non tutte le ragazze della Virtus hanno messo in campo il proprio potenziale», afferma il tecnico, «altrimenti il divario tra noi e il Costa Masnaga non sarebbe così esagerato. C’è da dire che loro hanno giocato una buona gara e in difesa ci hanno messo in grossa difficoltà. I centimetri si sono fatti sentire. Posso tranquillamente affermare che la Virtus gira bene quando tutte si assumono le responsabilità e mostrano di lottare per tutti i 40’. Stavolta questo non è accaduto».
Staico va dritto al punto: «Ho giocatrici che vanno a fasi alterne», spiega, «Valtcheva non si può entrare in campo ed essere sottotono. Così come Peric che indubbiamente deve dare di più dentro l’area, non può essere così molle al rimbalzo etc. Se continuo rischio di fare l’appello. Qui non si processa nessuno però bisogna prendere atto di quelle che sono state le prestazioni, altrimenti non potrebbero fare le professioniste. Occorre capire quali siano le problematiche e parlarne assieme e noi siamo sempre pronti ad ascoltarle e sostenerle, affinché possano esprimere il miglior gioco, e non certo per processarle».