Le battaglie sugli sterrati sardi, incorniciati da dei paesaggi incantevoli e da un pubblico locale, italiano e straniero appassionato e molto numeroso, hanno reso il 23° Rally Italia Sardegna una indimenticabile tappa finale del Campionato del Mondo Wrc 2026. Dallo shakedown di Olmedo e la prova spettacolo a Ittiri di giovedì, fino alla domenica della Osilo-Tergu e della Sassari-Argentiera, power stage decisiva, passando per le prove del venerdì (Tula-Erula, Filigosu-Lerno e Monti di Alà- Sa Conchedda- Lerno) e del sabato (Lerno-Monti di Alà, Coiluna-Loelle e Solorchè), le emozioni e lo spettacolo non sono mai mancati.

L’entusiasmante lotta per il titolo tra i piloti del Toyota Gazoo Racing ha dato modo di osservare anche due approcci diversi: quello leader e neo campione Evans, più attento e conservativo dopo 5 stagioni da vice campione del mondo, e quello di Solberg, cosciente di doversi creare l’opportunità di vincere tentando il tutto per tutto e la ferrea volontà di farlo e alla fine vincitore della gara. Nel mezzo, il compagno di team nonché nove volte campione del mondo Ogier, veloce, attento e pronto a firmare lo scratch in ogni occasione, e anche il belga Neuville e il francese Fourmaux, desiderosi di regalare alla Hyundai un ultimo risultato positivo nel Wrc prima dell’addio.

Chiusa un’edizione entusiasmante dal punto di vista sportivo, impeccabile sul fronte organizzativo e straordinaria in termini di presenze, si continua a lavorare per cercare di mantenere in Sardegna la tappa tricolore del mondiale, che potrebbe spostarsi a Roma già nel 2027. Ma nel giorni del Ris, si sono svolte diverse riunioni tra Fia, Promoter Wrc, Aci e Regione Sardegna, rappresentata dalla presidente Alessandra Todde, che ha sottolineato l’incremento dei finanziamenti fino al 2030. Ieri, alle premiazioni del Ris, è stato Giuseppe Meloni, vice governatore della Regione Sardegna e assessore al Bilancio, a commentare: “Un’edizione straordinaria e decisiva per il titolo, ma anche particolare perché dovevamo ribadire quanto sia importante che il rally mondiale resti in Sardegna: credo che l’organizzazione impeccabile e una presenza di pubblico straordinaria, valgano molto e siamo ottimisti per il futuro”.

Un futuro che dovrebbe apparire più chiaro già l’otto ottobre, quando dovrebbe essere ufficializzato il calendario Wrc 2027.

I sardi. Tra i sessanta piloti al via, c’erano anche gli alfieri sardi, che hanno portato alta la bandiera e disputato una gara molto impegnativa con l’obiettivo di dare il massimo.

Alla fine, il miglior equipaggio sardo è stato quello formato dal pilota ventenne di Macomer, Giuseppe Bitti, alla prima presenza nel mondiale, e dall’esperto navigatore gallurese Giuseppe Pirisinu, che si sono aggiudicati il “Mundialeddu” grazie al 32° posto assoluto e al 3° in Rally3. “Un esordio emozionante, 4 giorni di alti e bassi, con problemi meccanici che ci stavano facendo perdere le speranze, ma dopo il ritiro siamo riusciti a rientrare in gara e abbiamo scalato la classifica fino a recuperare almeno il terzo posto in Rally3”, ha commentato Bitti.

«È stato un bel Ris, difficile e con tante insidie. Eravamo primi in Rally3, ma abbiamo avuto un po’ di problemi che ci hanno costretto a fermarci. Però, grazie al lavoro del Team Colombi, siamo rientrati col Super rally e, con un buon piglio, siamo risaliti dalla 5^ alla 3^ posizione, un risultato significativo per Giuseppe,  un ragazzo di 20 anni che ha dimostrato tanto in questa gara ed è molto importante in previsione futura. Non è da tutti essere i primi dei sardi a vent’anni, siamo fieri di questo risultato», ha aggiunto  Pirisinu.

Un primato che fino a 4 chilometri dal termine della 17^ speciale apparteneva al veterano pilota Francesco Marrone (unico sempre al via in 23 edizioni) e al navigatore Francesco Fresu, costretti al ritiro per la rottura di un braccetto dell’anteriore destra: «Una gara bellissima. Dispiace molto, avevamo fatto una splendida gara con un pubblico numeroso come non mai ed è stata dura fermarsi a pochi chilometri dal traguardo. Siamo contenti per gli altri sardi che sono giunti in pedana».

Giunti in pedana, 40esimi, anche Gianluca Mara e Veronica Cottu: «Il nostro obiettivo era quello di divertirci e di arrivare ad Alghero e siamo davvero felici e soddisfatti, perché affrontare una gara così tosta in Rally4 è dura. Speriamo di ripeterci il prossimo anno, sempre in Sardegna».

Paolo Cottu, padre di Veronica, è arrivato 30° alle note del pilota della penisola Pozzo: «Per me era il 15º mondiale in 40 anni di rally e sono contentissimo di essere qua ad Alghero spero che ci siano altre edizioni».

Francesco Tali, pilota sardo navigato dalla trentina Libera, è arrivato  36°: «Le prove erano molto rovinate, abbiamo forato 2 volte e cambiato radiatore e braccetti: abbiamo sofferto ma ce l’abbiamo fatta».

Al 43° posto Valentino Ledda e Claudio Mele: «Siamo riusciti ad arrivare alla fine, nonostante guasti e difficoltà, ma si è consapevoli di questo se si affronta un mondiale con la Rally4. Arrivare alla fine è stato un sollievo, perché avevamo fatto i salti mortali per riuscire a partecipare al mondiale in casa, soprattutto con l’incognita che possa essere l’ultimo. Di sicuro, per me sarà l’ultimo su una “due ruote motrici».

In 44^ posizione Moreno Fosci e Angelo Tendas: «Arrivare con una Rally5 è stata dura ma siamo molto soddisfatti di averla gestita così. Abbiamo avuto anche dei problemi alla centralina, ma ce l’abbiamo fatta!».

Out dal venerdì Dettori-Pisano, che fino a quel momento erano primi dei sardi: «Dopo un cappottamento a Tula, eravamo ripartiti, ma al via della Alà la vettura ha segnalato una temperatura eccessiva dell’acqua e ci siamo fermati. Purtroppo non siamo riusciti a ripartire dopo l’assistenza, perché in verifica un commissario tecnico della Fia ha ritenuto rischioso un graffio in una giuntura dei rollbar e dunque ha ritirato passaporto tecnico e cancellato la scocca. Dunque il nostro Ris è finito anzitempo».

Fuori per un guasto di natura elettronica al via dell’Argentiera 1, Tilocca- Musu: «Allo start della prova la vettura si è spenta e non ne ha voluto sapere. Quando è scaduto il tempo massimo, ci siamo trovati costretti a ritirarci e, appena consegnata la tabella, ma vettura è ripartita come se niente fosse. Un rammarico perché anche in assistenza ci hanno detto che l’auto era ok. Peccato non aver potuto concludere la gara per questo imprevisto».

Classifica finale: 1) Solberg-Edmondson (Toyota Gr Yaris Rally1) in 3h24’57”; 2) Ogier-Landais (Toyota Gr Yaris Rally1) a 57”5; 3) Pajari-Salminen (Toyota Gr Yaris Rally1) a 1’37”3; 4) Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) a 2’38”5; 5) Evans-Martin (Toyota Gr Yaris Rally1) a 4’48”; 2) Daprà-Guglielmetti (Skoda Fabia Rs Rally2) a 14’23”3; 30) Pozzo-P. Cottu (Skoda Fabia Rs Rally2) a 1h05’01”6; 32) Bitti-Pirisinu (Renault Clio Rally3) a 1h11’29”6; 36) Tali-Libera (Ford Fiesta Rally2) a 1h17’08”1; 40) Mara-V. Cottu (Peugeot 208 Rally4) a 1h26’35”2; 42) Ledda-Mele (Opel Corsa Rally4) a 2h00’07”1; 43) Fosci-Tendas (Renault Clio Rally5) a 3h09’15”9.

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