Tom Cruise dal primo ottobre al cinema nel controverso “Digger”
L’attesissimo ritorno del regista premio Oscar Alejandro González IñárrituAlejandro Gonzalez Inarritu e Tom Cruise (Ansa - EPA/NEIL HALL)
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Non ha certo bisogno di presentazioni un nome come quello di Tom Cruise. Riconosciuto ancora oggi tra i grandi protagonisti di Hollywood, con una fama che ha raggiunto vette paragonabili a quelle di poche altre star sulla piazza, lo abbiamo visto negli anni apparire in innumerevoli blockbuster e partecipare ad alcuni dei franchise cinematografici di maggior successo commerciale, come testimonia soprattutto la serie di “Mission: Impossible”. E, come i più appassionati certamente sapranno, l’attore ha dimostrato indubbie qualità espressive non soltanto nel cinema mainstream, ma anche in quello di stampo autoriale, come abbiamo potuto apprezzare, ad esempio, in “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick o con la sua splendida interpretazione in “Magnolia” di Paul Thomas Anderson”.
Sperando di vederlo replicare un lavoro artistico di simile caratura, siamo pronti, il prossimo 1 ottobre, a ritrovarlo al cinema in “Digger”. L’attesissimo ritorno del regista premio Oscar Alejandro González Iñárritu, infatti, proporrà una veste totalmente inedita che - dopo il crudo ritratto sociale di “Amores Perros” e “Babel”, o i deliri di una star decaduta visti in “Birdman” - vedrà il maestro approdare per la prima volta alla black comedy, intrecciando all’humour più grottesco e spudorato una visione distopica del mondo contemporaneo, scandito dai giochi di potere e dalle megalomanie degli imprenditori miliardari.
In “Digger”, Cruise impersona per l’appunto un magnate del petrolio che, data la sconsideratezza delle proprie azioni, si troverà a causare un problema con potenziali ripercussioni sull’intera popolazione globale. Al fianco del suo entourage e di una rappresentanza istituzionale che comprende anche il Presidente degli Stati Uniti, l’uomo tenterà di rimediare agli errori commessi prima che la situazione precipiti irreversibilmente. Ma la riabilitazione della propria immagine non potrà che fare eco, nel frattempo, a un’irrefrenabile ambizione, spingendolo a riguadagnare il favore della gente per trasformarsi da minaccia planetaria a improbabile salvatore.
Impazienti di scoprire di più sul titolo, i fan non hanno potuto fare a meno di sviscerare i trailer e il relativo materiale fotografico, provando a intravedere, dietro le immagini, la vera natura di questa folle produzione. Tra di essi, alcuni hanno perfino sostenuto che il film sarebbe, in realtà, un musical. A far girare questa voce è stato Jason Pargin, autore noto anche per “John Dies at the End”, che, lanciando una buffa teoria diventata virale in brevissimo tempo, ha ricevuto notevole attenzione dagli utenti online e sui social. Ha affermato in particolare: «La mia teoria preferita del momento è che Digger sia segretamente un musical e che stiano cercando disperatamente di nasconderlo nel marketing».
Sebbene le verifiche, consistenti soprattutto nel confrontare le immagini del film con altri classici del genere, si siano succedute in breve tempo, è bastata la pronta replica di Variety per smentire la voce di corridoio. Riportando le testimonianze di fonti interne alla produzione, il sito ha assicurato che “Digger” non sarà assolutamente un musical e che, nel suo svolgimento, non sarà presente alcun tipo di canto o scena coreografata. Un episodio internettiano scatenato, se non altro, dalla natura non convenzionale della pellicola, apparsa già dalle prime anticipazioni come difficilmente catalogabile entro una tipologia ben definita.
Nel frattempo, Cruise continua instancabile a offrire il proprio contributo al cinema e, più in generale, a tutto ciò che riguarda il variegato mondo dello spettacolo. Nella sua ultima intervista a GQ, la star ha ribadito, anche per il prossimo futuro, il proprio impegno a pieno ritmo sul grande schermo. Ciò, tuttavia, senza disdegnare altre realtà produttive come Netflix, ormai riconosciute a più livelli come parte integrante del settore.
Ha dichiarato nello specifico: «Non ho nulla contro la tv via cavo o Netflix. Penso che sia fantastico. Creano posti di lavoro e tutto il resto. Quello che mi piace del cinema, però, è che siamo tutti insieme in una sala e condividiamo un'esperienza». Una differenza, quella tra cinema e TV, che la star riconosce soprattutto a livello esperienziale, laddove - a suo avviso - la visione in sala al fianco di alte persone permetterebbe un maggiore grado di coinvolgimento rispetto a quello provato in salotto.
D’altro canto, sostiene la star, la televisione ha permesso di far scoprire alcuni classici alle nuove generazioni con una rapidità e accessibilità che tanto la sala quanto il videonoleggio non sono mai riusciti a garantire. Rispetto ai titoli più impegnati a cui ha preso parte, la star riconosce che, proprio grazie a Netflix, i giovani oggi «sono in grado di assaggiare e vedere questi diversi tipi di film”.
