“Send Help”: il ritorno al cinema horror di Sam Raimi conquista le prime reazioni della critica
Il 30 gennaio il debutto nelle sale italianePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per chi ha imparato ad amarlo fin dai primi classici horror, confezionando opere seminali come la trilogia de “La Casa”, e per chi invece lo ha conosciuto a partire dal suo esordio nei cinecomic con i tre capitoli di “Spider-Man”, Sam Raimi non può che essere considerato come una delle figure più autorevoli e rappresentative del cinema americano. Tornato sui lidi Marvel dopo quasi un decennio per dirigere “Doctor Strange nel Multiverso della Follia”, il geniale regista ha deciso infine di compiere un’inversione di rotta e ritrovare l’ispirazione proprio laddove la sua carriera aveva preso il via.
Pronto a debuttare nei cinema italiani il 30 gennaio, “Send Help” rappresenta il suo ritorno al genere thriller-horror vietato ai minori, riscoprendo l’inconfondibile gusto per il sanguinolento intrecciato all’humor nero. Una notizia che farà felici i fan più sfegatati, soprattutto dopo la conferma da parte dell’MPA che il titolo rientra nella categoria R, per via di una “forte/violenta componente sanguinolenta e linguaggio esplicito”. Una classificazione del genere, per un film di Raimi, non si presentava da quasi ventisei anni - precisamente dall’uscita, nel 2000, di “The Gift” - e attesterebbe con buona attendibilità l’alto tasso di gore e inquietudine.
Oltre a recuperare a piene mani l’estetica dei precedenti “La Casa 2” e “L’armata delle tenebre”, “Send Help” vanta come protagonisti Rachel McAdams e Dylan O'Brien: due star di primo livello, dimostratesi pienamente in linea con lo spirito di angosciosa sopravvivenza che pervade la pellicola. Ha dichiarato Raimi, in particolare, sul lavoro compiuto da McAdams: “Rachel è stata una scelta fantastica perché non si era mai spinta (in un ruolo così dark) prima e sa davvero come farlo, e allo stesso tempo può fare la commedia in modo brillante. C'è una donna molto dura lì dentro che di solito mostra solo la sua bellezza, le sue grandi capacità come attrice, il suo lato femminile, ma non il mostro che ha dentro. E fortunatamente, tutti gli attori e le attrici hanno dei mostri dentro di sé da far emergere, lo so per esperienza personale”.
Finiti su un’isola deserta dopo un pericoloso schianto aereo, il capo d’azienda Bradley Preston e la sua collaboratrice Linda Liddle si ritrovano soli ad affrontare una situazione disperata, che all’urgenza di mettersi in salvo aggiunge l’obbligo di gestire difficoltà e tensioni personali. Ben presto la convivenza precipita, sfociando in un gioco perverso di potere, dove ognuno tenterà di prevaricare sull’altro con orribili metodi e strategie di dominanza psicologica.
Subito accolto con calore dalla stampa, “Send Help” viene definito dalla maggior parte dei critici un film pienamente all’altezza delle aspettative. A confermarlo è Todd Gilchrist di ScreenRant, che ha scritto: “Send Help è un ottimo promemoria di quanto Sam Raimi sia bravo a intrattenere il pubblico mentre tormenta gli attori. Aiutato da una sceneggiatura fantastica, Raimi realizza un film intelligente, ricco di suspense e incredibilmente divertente”. Il giornalista Chris Killian ha commentato invece: “Send Help è tutto ciò che potresti desiderare da un film horror di Sam Raimi: inquietante, kitsch, estremamente cruento e divertente da morire. Rachel e Dylan sono una coppia perfetta e si picchiano a sangue. Per divertirti ancora di più, porta con te qualcuno che è facilmente impressionabile e goditi lo spettacolo”. E ancora, si può leggere: “Send Help è assolutamente folle nel senso migliore del termine. Non sai mai cosa succederà dopo, e Sam Raimi offre caos e brividi a volontà. Rachel McAdams è una forza da non sottovalutare. Ho adorato ogni singolo minuto”.
Per chi invece avverte la nostalgia del regista alle prese con nuove avventure dell’amichevole Spider-Man di quartiere, sembra purtroppo che dovrà gettare la spugna. Dalla sua ultima intervista scopriamo infatti: “Il grande personaggio di Stan Lee, per il quale un gruppo di sceneggiatori a New York, alla Marvel, aveva creato delle storie. Lui ha creato il personaggio, ma così tante persone hanno contribuito, così tanti artisti, che per un breve periodo mi è stata consegnata la torcia da portare avanti dopo 40 anni di fumetti di Spider-Man. Dopo i miei tre film, ho passato la torcia a qualcun altro. E penso che debbano continuare a portare avanti la storia e il pubblico che ora segue il portatore della torcia”.
