Michael J. Fox, la star di “Ritorno al Futuro” e il suo accorato inno alla vita
«Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava semplicemente fare tutto il possibile per le persone che convivono con questa malattia»Michael J. Fox (Ansa - EPA/CHRIS TORRES)
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Un’icona della cultura pop e una personalità che resta subito impressa: sono caratteristiche che accompagnano ormai da tanti anni il nome di Michael J. Fox. La star americana, riconosciuta senza esitazioni tra i talenti più brillanti della sua generazione, ha imparato presto a dare mostra delle proprie qualità, fin dal fortunato debutto nella sitcom familiare “Casa Keaton”. Ma è soprattutto dopo essersi destreggiato sul grande schermo nei panni di Marty McFly, protagonista dell’entusiasmante “Ritorno al Futuro” di Robert Zemeckis, che l’attore avrebbe lasciato un segno nell’immaginario comune capace di mantenere viva e fresca la sua notorietà fino a oggi.
Consolidando, da quel momento in poi, una carriera in continua ascesa, Fox è apparso anche in titoli di successo come “Insieme per forza” di John Badham, “Amore con interessi” di Barry Sonnenfeld e nel drammatico “Vittime di Guerra”, diretto dal maestro Brian De Palma. Parallelamente agli impegni cinematografici, la star ha riconfermato il suo prezioso apporto al mondo delle serie televisive comparendo in “Spin City”: l’esilarante sitcom che, nel corso di sei irresistibili stagioni, gli è valsa la vittoria di due Screen Actors Guild Awards, quattro Golden Globe e cinque Emmy Awards.
Ma, come ampiamente noto, il nome dell’attore è anche legato, fin dal 1991, a una dura e instancabile lotta contro il Parkinson, in particolare dopo essersi trovato, a seguito della diagnosi, costretto a ridurre sensibilmente la propria attività sulle scene. Affrontando la crisi con dignità e determinazione, Fox non si è mai rassegnato alla resa, associando alle collaborazioni professionali un’instancabile campagna a sostegno degli studi sulla patologia, da cui è nata nel 2000 la Michael J. Fox Foundation: divenuta nel tempo il maggiore finanziatore non profit al mondo della ricerca sul Parkinson e impegnata nello sviluppo di nuove terapie in vista di una possibile cura.
In un contesto pubblico che, come accennato poc’anzi, l’ha già visto essere premiato per il suo valore, Fox è apparso lo scorso 14 settembre sul palco del Peacock Theater di Los Angeles, in occasione dell’ultima edizione degli Emmy Awards. Chiamato a ritirare il Bob Hope Humanitarian Award, conferito alle personalità del mondo dello spettacolo distintesi per il loro impegno umanitario e sociale, l’attore è stato omaggiato per il suo eccezionale sostegno alla ricerca medica, un’attività che ormai regolarmente lo vede propositivo e coinvolto in prima linea.
Accolto sul palco dalla presentatrice Julianna Margulies, di fronte a una platea visibilmente emozionata, l’attore ha ripercorso alcuni punti centrali della sua esperienza con il Parkinson, senza mancare, all’occorrenza, di alleggerire l’atmosfera con la giusta dose di umorismo. Animato da una sincera e trascinante voglia di vivere, ha dichiarato su di sé: «Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava semplicemente fare tutto il possibile per le persone che convivono con questa malattia».
Soltanto pochi giorni prima della premiazione, nella sua ultima intervista a People, Fox ha affermato che la ricerca ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, dalla produzione di nuovi farmaci allo sviluppo di terapie innovative per il trattamento della malattia. Ha affermato con ottimismo: «L'obiettivo della Fondazione è quello di costruire un mondo senza Parkinson. Non sappiamo esattamente quando accadrà, ma accadrà».
Insieme a un riconoscimento tanto gratificante, ci ha reso altrettanto felici il recente ritorno di Fox sul piccolo schermo, con il personaggio di Gerry nella serie televisiva “Shrinking”, disponibile in esclusiva su Apple TV+. Un episodio che, invece, ha suscitato particolare scalpore è stato, lo scorso aprile, la pubblicazione da parte della CNN di un video intitolato “Ricordando la vita dell'attore Michael J. Fox”. Un contenuto che, non appena apparso online, è stato immediatamente rimosso e che, come dichiarato da un portavoce della rete a Entertainment Weekly, «è stato pubblicato per errore, lo abbiamo rimosso dalle nostre piattaforme e porgiamo le nostre scuse a Michael J. Fox e alla sua famiglia».
Senza rinunciare alla sua consueta ironia, anche di fronte ad avvenimenti tanto scomodi, Fox ha replicato: «Come reagisci quando accendi la TV e la CNN annuncia la tua morte? A: passi alla MSNBC, o come si chiamano adesso; B: ti versi dell'acqua bollente sulle gambe, se fa male, stai bene; C: chiami tua moglie, sperando che sia preoccupata ma rassicurante; D: ti rilassi, lo fanno una volta all'anno; E: ti chiedi: che cavolo, pensavo che il mondo stesse finendo, ma a quanto pare sono solo io e sto bene! Con affetto, Mike».
