Sanità, a Cagliari il confronto sulla governance delle professioni: «Serve una svolta»
Al Caesar’s Hotel l’incontro promosso dall'Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecnichePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un cambio di passo deciso nella governance delle professioni sanitarie in Sardegna: è questo il messaggio forte emerso dal convegno che si è svolto ieri nel capoluogo isolano, ospitato al Caesar’s Hotel. L’incontro, dal titolo “Modelli di governance delle professioni sanitarie: esperienze nazionali e prospettive di sviluppo nella Regione Sardegna”, ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici e dirigenti del sistema sanitario regionale per fare il punto sull’organizzazione delle professioni e sulle sfide future.
Promosso dall’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Cagliari e Oristano, l’evento ha rappresentato un momento di confronto strategico su modelli organizzativi e prospettive di sviluppo, con l’obiettivo di colmare le criticità ancora presenti nel sistema regionale.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine, Antonio Attanasio, alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Frau, del consulente dell’Assessorato alla Sanità Daniele Cocco e del presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Cagliari, Paolo Contu.
Nel corso della prima sessione, l’attenzione si è concentrata sui modelli di governance già consolidati in alcune realtà italiane, come Toscana ed Emilia-Romagna, dove l’organizzazione multiprofessionale appare più strutturata ed efficace. Il confronto ha evidenziato, per contrasto, come in Sardegna persistano ancora elementi di disomogeneità, con assetti che non sempre garantiscono piena integrazione tra le diverse professioni né un adeguato livello di autonomia.
La successiva tavola rotonda, che ha coinvolto i direttori generali delle aziende sanitarie regionali, ha aperto un dialogo diretto sulle prospettive di riforma e sulle possibili evoluzioni dei modelli organizzativi. Un confronto definito «aperto e costruttivo», che ha messo in luce la necessità di una visione condivisa tra istituzioni, professionisti e governance aziendale.
Dal dibattito è emersa una posizione unitaria da parte delle 22 professioni sanitarie rappresentate: rafforzare il ruolo della dirigenza delle professioni, garantendo maggiore autonomia, riconoscimento e partecipazione ai processi decisionali.
A ribadirlo con chiarezza, in chiusura, è stato lo stesso Attanasio: «Serve una legge regionale che elimini alla radice la possibilità che, in alcune aziende, la governance delle professioni sanitarie non esista. È necessario riconoscere e valorizzare pienamente tutte le professioni, senza distinzioni. Diventa imprescindibile la costruzione di un modello dipartimentale, già consolidato in ambito medico. Non è più rimandabile».
Un appello che chiama direttamente in causa la politica regionale e che sottolinea l’urgenza di intervenire per rafforzare l’organizzazione del sistema sanitario sardo. Sullo sfondo, le sfide sempre più complesse legate all’innovazione tecnologica, all’evoluzione dei bisogni di salute e alla sostenibilità dei servizi.
Il confronto di Cagliari segna così un passaggio significativo verso una possibile riforma, indicando una direzione chiara: più integrazione, maggiore autonomia e un ruolo centrale per tutte le professioni sanitarie nel governo del sistema.
