Tumore al pancreas, dagli Usa la nuova terapia che raddoppia la sopravvivenza: «Efficacia senza precedenti»
L’utilizzo nelle forme avanzate e metastatiche, la richiesta dei ricercatori all’uso “compassionevole” anche in UePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un passo avanti significativo nella cura del tumore al pancreas già in fase avanzata. Una nuova molecola che ha portato ad un farmaco sperimentale in fase clinica, ovvero già testato sui pazienti, e che segna risultati promettenti al punto che i ricercatori ne hanno già richiesto un uso “compassionevole” anche in Ue.
LO STUDIO – I risultati arrivano dallo studio "Resolute”, che ha riscosso interesse al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), guadagnandosi la presentazione in sessione plenaria. La molecola si chiama daraxonrasib ed è somministrata in compresse: nei pazienti con tumore al pancreas già metastatico ha portato la sopravvivenza media a oltre 13,2 mesi rispetto ai 6,7 ottenuti con la chemioterapia. E il risultato su un campione di 500 pazienti già sottoposti a precedenti terapie e dunque che rappresenta, secondo gli oncologi, il maggiore successo nel trattamento di questa neoplasia da decenni, anche se la molecola è ancora in fase sperimentale.
NUOVA MOLECOLA – In oltre il 90% dei casi questo tumore (adenocarcinoma duttale pancreatico) è favorito dalla mutazione del gene Kras che, in questa forma mutata, agevola la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. La nuova molecola si è dimostrata efficace sia nei tumori che presentano questo gene mutato, bloccandone l'azione, sia nei tumori al pancreas senza mutazione di Kras.
DIFFERENZE USA/UE – In Usa il trattamento è già accessibile per i pazienti, proprio per i benefici riscontrati, attraverso il programma di Expanded Access, in attesa della definitiva approvazione commerciale. Il farmaco è inoltre in fase di sperimentazione in diversi altri studi clinici: per il trattamento di prima linea per il cancro al pancreas ancora non metastatico e per il trattamento di altri tumori correlati a mutazioni del gene RAS. I ricercatori stanno anche lavorando per comprendere come i tumori possano sviluppare resistenza e per identificare altre terapie che possano essere utilizzate in combinazione con daraxonrasib per migliorarne l'efficacia.
E ora la richiesta dai ricercatori autori dello studio è che anche in Ue possa essere autorizzato un uso “compassionevole” della molecola. «Abbiamo chiesto all'azienda di aprire all'uso compassionevole anche in Europa, e dunque in Italia, e che ciò avvenga al più presto - ha affermato Chiara Cremolini, responsabile del programma sperimentazioni all'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, uno dei 4 centri italiani che hanno preso parte allo studio internazionale -. L'uso compassionevole prevede la possibilità che i pazienti possano accedere al farmaco in via eccezionale, prima dell'approvazione, tramite i centri specializzati». Dati i risultati importanti ottenuti per la sopravvivenza dei pazienti, l'autorità europea dei medicinali Ema, ha spiegato l'oncologa, «ha dato al farmaco la designazione di 'farmaco orfano', per velocizzare i tempi di valutazione del dossier, ma in ogni caso saranno necessari dei mesi».
PROSSIMI PASSI – Questo farmaco, ha sottolineato Cremolini, «ha portato al prolungamento della sopravvivenza per i pazienti con tumore del pancras metastatico. Il passo successivo al quale ora puntiamo è quello di poter anticipare l'uso del farmaco anche ai pazienti in fase più iniziale di malattia e non metastatici, con l'obiettivo futuro di poter arrivare anche alla guarigione».
