Assunzioni, si riducono i bonus giovani e Mezzogiorno
Incentivi ridimensionati rispetto alla versione originaria prevista dal decreto Coesione. Cosa restaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli incentivi per assumere giovani (in tutta Italia) e disoccupati over 35 nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno si assottigliano rispetto alla versione “robusta” prevista dal Dl Coesione ma guadagnano quattro mesi di durata, rispetto alla scadenza originaria del 31 dicembre 2025. Si allunga di un anno, senza subire invece decurtazioni, il bonus contributivo del 100% per assumere donne svantaggiate. È il risultato della conversione in legge del decreto Milleproroghe (Dl 200/2025), avvenuta la scorsa settimana.
Per rifinanziare gli incentivi il Governo userà in parte risorse europee e statali del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, e in parte i fondi stanziati con la legge di Bilancio 2026 per agevolare l’occupazione. In particolare, saranno usati metà (417,6 milioni) degli 825 milioni destinati a esoneri contributivi parziali per i datori che assumono.
Resta da vedere, anche in base all’utilizzo delle misure, quanto spazio ci sarà per prorogare ulteriormente i bonus nel corso dell’anno, come auspicato dalla ministra del Lavoro Maria Elvira Calderone durante il Welfare & Hr Summit 2026 organizzato dal Sole 24 Ore.
Giovani under 35
L’esonero contributivo per assumere a tempo indeterminato o per stabilizzare giovani under 35 che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato, previsto dal Dl 60/2024, sarà disponibile per i datori di lavoro privati fino al 30 aprile 2026. Nei primi nove mesi dell’anno scorso il bonus è stato usato per 105.855 rapporti.
Per le assunzioni effettuate fra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 l’aiuto sarà pari al 70% dei contributi a carico dell’azienda, per due anni, e non più al 100%, come previsto fino a dicembre 2025. Se però l’assunzione determina un incremento occupazionale netto, cioè un saldo positivo fra il numero dei lavoratori occupati nel mese dell’assunzione e quello dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti, l’incentivo potrà coprire il 100% dei contributi dovuti.
La misura massima dell’aiuto è di 500 euro al mese, ma è potenziata fino a 650 euro al mese nella Zona economica speciale del Mezzogiorno (Zes unica). Fra le Regioni coperte dall’incentivo, in linea con la recente estensione della Zes, ci saranno, oltre ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, anche Marche e Umbria.
Se il bonus giovani del decreto Coesione non dovesse essere prorogato, dal 1° maggio si tornerà allo sgravio strutturale del 50% dei contributi, fino a 3mila euro all’anno (250 euro al mese), per i datori di lavoro privati che assumono stabilmente giovani under 30.
In alternativa, si può sempre ricorrere all’apprendistato, che comporta agevolazioni contributive e retributive per i giovani fino a 29 anni.
Disoccupati over 35 nella Zes
Lo stesso meccanismo previsto per prorogare il bonus giovani è stato esteso all’aiuto per la Zes. Per assumere nella Zona economica speciale lavoratori over 35, disoccupati da almeno 24 mesi, le aziende sotto dieci dipendenti potranno fruire fino ad aprile di uno sgravio del 70% dei contributi, a meno che con l’assunzione non scatti un incremento occupazionale netto. In questo caso, l’incentivo continuerà a essere applicato al 100%.
Se da maggio uscisse di scena questo bonus, per le assunzioni nel Mezzogiorno (di tutti i lavoratori) resta applicabile la nuova decontribuzione Sud, pari – nel 2026 – al 20% dei contributi a carico del datore (fino a 125 euro mensili).
Donne svantaggiate
Guarda a specifiche categorie di lavoratrici lo sgravio dal 100% dei contributi fino a 24 mesi, previsto per assumere donne a tempo indeterminato, che è stato prorogato a tutto il 2026.
Nei primi nove mesi del 2025 ne hanno fruito 68.234 rapporti. Per accedere all’aiuto, bisogna assumere donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da almeno sei mesi se residenti nella Zes unica, o svantaggiate perché svolgono attività in settori caratterizzati da una accentuata disparità di genere (come, ad esempio, costruzioni e trasporti). È sempre necessario l’incremento occupazionale netto.
AUTOIMPIEGO
Domande aperte Per gli under 35 intenzionati a mettersi in proprio, restano aperte sul portale di Invitalia le domande per altri due incentivi previsti dal decreto Coesione: «Autoimpiego Centro-Nord» e «Resto al Sud 2.0».
Le due misure sono state finanziate con 800 milioni, 100 dei quali destinati alla formazione degli aspiranti imprenditori.
L’aiuto consiste in voucher di importo massimo fino a 40mila euro per l’acquisto di beni, strumenti e servizi per avviare l’attività, o in contributi (fino al 75%) ai programmi di investimento.
Il bonus «Autoimpiego Centro-Nord» mira a sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e libero-professionali in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
«Resto al Sud 2.0» è destinato a nuove attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Valentina Melis
(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2026 in collaborazione con L’Unione Sarda)
