Servizio civile agricolo per superare lo scoglio della burocrazia
La misura diretta ad avvicinare al mondo della produzione agricola 1.057 giovani tra i 18 e i 28 anniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il principale problema dell’agricoltura italiana è la burocrazia. Gli adempimenti legati alla politica agricola comune, le normative sul lavoro e sull’utilizzo di manodopera straniera, i complessi e stratificati vincoli in materia ambientale, per non parlare delle complesse procedure da seguire per avere accesso agli aiuti in caso di calamità naturali sono solo alcuni esempi del vero e proprio moloch che ogni agricoltore deve continuativamente affrontare per svolgere la propria attività. In molti casi anche solo per raggiungere una sostenibilità economica.
È quello che devono aver pensato gli organizzatori di uno dei primi bandi avviati nell’ambito del servizio civile agricolo, misura varata lo scorso anno e diretta, nel 2026, ad avvicinare al mondo della produzione agricola 1.057 giovani (di età compresa tra i 18 e i 28 anni).
Cia Agricoltori italiani (attraverso il proprio patronato Inac) e Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) hanno, così, immaginato che per fornire ai ragazzi un’idea reale di una fetta importante dell’attività agricola non sia necessario indossare stivali e andare in campo ma sia più che sufficiente occuparsi della burocrazia agricola. Ed è per questo che il bando per 70 posti gestito da Cia-Inac e Agea (al quale hanno risposto in 300 e tra loro 50 sono stati considerati idonei) punta prima a formare i ragazzi sui temi della digitalizzazione in agricoltura, per poi utilizzarli nei Centri di assistenza agricola (Caa) di Cia-Inac dislocati sul territorio (dall’Abruzzo alla Calabria, dalla Campania al Lazio, dalla Lombardia al Piemonte dalle Marche alla Puglia e alla Sicilia) per fornire assistenza agli imprenditori agricoli.
Va ricordato che il servizio prevede un impegno di 12 mesi per 25 ore settimanali e una retribuzione prevista di 507 euro al mese. Dell’aspetto formativo se ne occuperà Agea con 32 ore di formazione generale e 72 di formazione specifica nell’arco dell’intero periodo. «Abbiamo strutturato azioni di accompagnamento graduale – ha commentato il direttore di Agea, Fabio Vitale – in grado di sostenere sia i giovani che gli agricoltori nell’affrontare un contesto produttivo e normativo sempre più complesso». «Si tratta di uno strumento – ha commentato il presidente di Cia Agricoltori italiani, Cristiano Fini – diretto a far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo. Gli imprenditori under 40 in agricoltura sono il 9% del totale mentre gli under 30 appena il 3 per cento. Ed è per questo che chiediamo la misura venga subito prorogata almeno fino al 2030».
«Il servizio civile agricolo – ha commentato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – offre ai giovani l’opportunità di conoscere da vicino il mondo dell’agricoltura e di valorizzarne le competenze. Sono ragazzi straordinari, fondamentali per rendere le aziende più innovative, più efficienti e più competitive. Iniziative come questa, realizzate grazie alla collaborazione tra Cia-Agricoltori Italiani e Agea, dimostrano che investire sul ricambio generazionale significa costruire un futuro solido per il settore agricolo. Non si tratta di manodopera a basso costo, ma di un investimento che deve garantire ai giovani reddito, competenze e prospettive».
Giorgio Dell’Orefice
(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
