Artigiani e commercianti, per i contributi sul minimale prima rata entro il 18 maggio
L’importo minimo annuale è 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commerciantiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per il 2026 il minimale di reddito per gli iscritti alla gestione Inps per artigiani e commercianti è di 18.808,00 euro, mentre il massimale è di 93.707,00 per chi è soggetto al metodo misto di calcolo della pensione e di 122.295,00 per quelli a cui si applica integralmente il metodo contributivo.
Con la circolare 14/2026, l’istituto di previdenza ha fornito le aliquote e i valori di riferimento validi per quest’anno.
L’aliquota contributiva pensionistica, già dall’anno scorso, è del 24% per tutti, a cui si aggiungono 0,62 euro mensili per alimentare le prestazioni di maternità. Inoltre, i commercianti sono tenuti a versare anche lo 0,46% destinato al fondo per la razionalizzazione della rete commerciale e lo 0,02% alla gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti le attività commerciali.
Oltre la prima fascia di retribuzione pensionabile, corrispondente a 56.224,00 euro, l’aliquota contributiva aumenta di un punto percentuale. Ne consegue che il contributo minimo annuale è pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e a 4.611,64 euro per i commercianti.
Il minimale di reddito non si applica a chi esercita l’attività di affittacamere e i produttori di terzo e quarto gruppo iscritti alla gestione commercianti, che quindi versano in base al reddito effettivo, oltre ad aggiungere il contributo per la maternità.
Il contributo previdenziale massimo (Ivs), invece, è di 22.864,51 euro per gli artigiani e 23.314,31 euro per i commercianti che hanno anzianità contributiva al 1995, quindi soggetti al metodo di calcolo misto e al massimale di 93.707,00 euro.
Per chi ha contribuzione solo dal 1996, il contributo massimo è di 30.011,51 euro se artigiano e 30.598,53 euro se commerciante.
I contributi sul minimale di reddito devono essere versati entro il 18 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e, poi, il 16 febbraio 2027. La quota relativa al reddito eccedente il minimale va versata a titolo di saldo 2025, primo e secondo acconto 2026 entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, tramite F24.
Nella circolare Inps ricorda che, chi ha avviato l’attività nel 2025 e vuole beneficiare del regime forfettario, deve comunicare tale scelta entro il prossimo 28 febbraio. Invece chi avvia l’attività quest’anno, deve effettuare la comunicazione con la massima tempestività rispetto alla ricezione del provvedimento di iscrizione alla relativa gestione, in modo da beneficiare della corretta contribuzione.
Sempre a questo riguardo, viene precisato che chi fruisce del regime agevolato e sposta l’attività in un’altra provincia, a differenza del passato, non deve presentare una nuova domanda per continuare a rimanere in tale regime. Se, invece, vuole passare al regime ordinario, deve inviare la richiesta entro il 28 febbraio affinché la variazione abbia effetto dal 1° gennaio 2026. Le comunicazioni ricevute dall’Inps dopo febbraio produrranno effetto dal 2027.
Matteo Prioschi
(Estratto da “Norme e Tributi Plus Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
