È stata appena approvata la nuova legge elettorale. Ma per la Sardegna, in vista del voto per le politiche del 2027, si ripresenta subito un fantasma:  il rischio concreto di perdere un seggio alla Camera dove gli eletti nell’Isola passeranno da 11 a 10 (al Senato restano 5). Tutto questo a causa della denatalità. Il dato degli eletti a Montecitorio è infatti legato alla demografia.

Sul caso interviene la senatrice di Fratelli d’Italia Antonella Zedda:  «Non possiamo perdere rappresentanti sardi. Sarebbe un ulteriore grave svantaggio. L’allarme era stato lanciato anche nella scorsa legislatura ma nulla è cambiato. È qualcosa che noi sardi conosciamo bene. Nella legge elettorale per il consiglio regionale, territori demograficamente svantaggiati come Ogliastra, Sulcis e Medio Campidano perdono eletti a favore di Cagliari e  Gallura, ad esempio. Eppure nessuna forza politica fino ad oggi si è impegnata per cambiare la norma, istituendo il principio della territorialità che garantirebbe maggiori tutele alle aree più in difficoltà».

Intanto, il senatore del Pd Marco Meloni ha annunciato la presentazione di un disegno di legge costituzionale per fare in modo che per la quota di rappresentanza sarda in Parlamento si faccia riferimento al 2021, al periodo anteriore alla riforma che ha ridotto sensibilmente il numero degli eletti nei due rami del Parlamento. «Mi auguro – ha detto - di trovare ampie convergenze su questo testo».

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