La riforma elettorale è legge: via libera finale alla Camera, protestano le opposizioni. Meloni: «Centrodestra compatto»
Premio di maggioranza, candidato premier indicato nei programmi e alternanza di genere tra le preferenze ma non tra i capilista: cosa prevedePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'Aula della Camera ha approvato con 227 voti a favore, e 164 contrari, la riforma della legge elettorale. La maggioranza ha tenuto sul voto segreto. Si tratta del terzo passaggio parlamentare dopo le modifiche apportate dal Senato che ha introdotto le preferenze con i capilista bloccati (dopo che a luglio l'emendamento che le introduceva era stato bocciato dall'Aula di Montecitorio) e innalzato il numero delle firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento per presentarsi alle elezioni.
Le proteste
Protesta l’opposizione: «Legge truffa», «no all'imbroglio», «con Meloni - sanità + armi», sono i cartelli esposti dopo il voto.
Esulta invece la premier Giorgia Meloni: «E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così», ha scritto sui social. «Con l'approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e - di nuovo - il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent'anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani».
Il premio di maggioranza
Il premio di maggioranza si traduce in 70 seggi aggiuntivi alla Camera e a 35 al Senato, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori. In caso di mancato raggiungimento di tale soglia, i seggi verranno assegnati in misura proporzionale ai consensi incassati. Il candidato premier è indicato nei programmi.
Le preferenze
Il provvedimento è tornato a Montecitorio dopo interventi incisivi su 4 dei nove articoli del testo disposti dal Senato. In particolare, dopo un tentativo in prima lettura, è andato in porto l’intervento per il ritorno a un sistema di preferenze. Sarà quindi possibile indicare fino a tre candidati in una lista di sei, disposti in una scheda di sette nomi complessivi con capolista bloccato (è prevista l’alternanza di genere tra le preferenze ma non tra i capilista). Prevista inoltre una lista, compilata dalle forze di coalizione a livello di circoscrizione elettorale, con i candidati da mandare in Parlamento in caso scatti il premio di maggioranza.
Le circoscrizioni estere
Sono state inoltre ridisegnate le circoscrizioni estere, che passano da quattro a due per la Camera (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato.
Palazzo Madama è intervenuto anche sul meccanismo della raccolta delle firme per la presentazione delle liste disponendo, tra l’altro, che quelle non presenti in Parlamento al 31 dicembre 2025 dovranno raccogliere almeno 6mila firme, da 1.500, in ogni collegio (oltre 450mila in totale, è stato stimato, considerando le due Camere).
Con un’ulteriore correzione è stato esteso ai caregiver familiari di diritto di voto ai fuorisede. Una modifica che ha incassato l’astensione di tutte le opposizioni.
(Unioneonline/D)
