Il papà tessitore, le liti con la sorella, le due mogli: il cerchio magico del Senatùr
La madre Ida Valentina Mauri era la colonna di una famiglia che aveva fatto i conti con la povertàUmberto Bossi con Manuela Marrone nella casa di Gemonio a metà anni Novanta (ANSA / MAURO VALLINOTTO)
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Nella cascina di Cassano Magnago c'era la «scarna ma giusta biblioteca di nonna Celesta», e lì trovò un libricino di Massimo D'Azeglio, "Lega Lombarda - Romanzo storico del secolo XII". A tanti anni di distanza, Umberto Bossi ci poteva vedere una premonizione, ma la sua coscienza politica, raccontava, origina dall'ascolto del padre Ambrogio.
«Era un tessitore di Gallarate, mi diceva sempre: qui c'è un sacco di gente, imprenditori, lavoratori, che non sono contenti, ma nessuno ha il coraggio di dire come stanno davvero le cose. Allora, alla fine degli anni '70, quando mi sono trovato a fare politica, quelle cose le ho dette io», spiegò in un'intervista il fondatore della Lega Nord. Ida Valentina Mauri, la mamma, era l'altra colonna di una famiglia che ha fatto i conti con la povertà nella realtà agricola di Cassano Magnago, un «boom vissuto al contrario», ricordava spesso Bossi. Una donna minuta ma tutta d'un pezzo, veniva descritta, sempre lontana dalla ribalta ma pronta, una decina di anni fa, ad affrontare a muso duro una troupe televisiva che le aveva citofonato nel mezzo della bufera giudiziaria sui conti del Carroccio, per difendere il primogenito.
Lei e Bossi si intendevano con uno sguardo. Sin da quando era un ragazzino, «un ragazzo della via Gluck», come si descriveva lui, «un piccolo teppista» e «un po' scapestrato». Il primo di una serie di lavori umili è in lavanderia («Mettevo la candeggina nella lavatrice»), dopo la maturità scientifica nel biennio di scuole serali («Un tour de force alienante»), gli studi all'università di Pavia, interrotti per motivi economici o per la politica, a seconda delle ricostruzioni, prima di riuscire a diventare ginecologo. Nella biografia sul sito del governo, nel 2004, è «specializzato in elettronica applicata alla medicina». Torna al Policlinico di Pavia nel 2007, in occasione di una visita di Benedetto XVI. Lo saluta emozionato e, lodando un suo intervento, dice: «Senza la famiglia non resta più niente». In quella di Bossi ci sono anche il fratello Franco, uno dei pochi ammessi nella cerchia del leader malato per un periodo nel 2004, e la sorella Angela, con cui litiga negli anni '80: secondo una versione, il Bossi scapestrato lasciava debiti a lei e al marito Pierangelo Brivio, e dopo la rottura i due si candidarono contro di lui alle regionali in Lombardia.
«Mia sorella è la leader delle bistecche», la liquidò invece il 'capo', spiegando di aver reagito alle sue tendenze nepotiste: «Voleva che portassi avanti suo marito». Segnato politicamente dalla nonna, «una sindacalista di origine socialista», Bossi ricordava di essersi impegnato solo per alcuni mesi in attività a sostegno del Cile di Allende, vendendo quadri per raccogliere fondi, ma smentiva una militanza nel Pci. Eppure il magazine ''Sette'' trovò il suo nome nei registi della sezione del partito di Verghera di Samarate. Nel 1975, a quasi 35 anni, sposa Gigliola Guidali, commessa in un negozio di Gallarate. Nasce Riccardo, condannato nel 2016 a un anno e 8 mesi, con la condizionale, per appropriazione indebita per le presunte spese personali con i fondi del Carroccio, e accusato più volte di acquisti senza pagare.
Dopo la separazione, il Senatùr fa coppia con Manuela Marrone, compagna politica della prima ora, che metteva a disposizione il suo appartamento per le riunioni e firmò l'atto fondativo della Lega Lombarda del 1984. Lui che da sempre attacca "cardinaloni" e "vescovoni", lei cattolica, di madre lombarda e padre siciliano, impegnata per la scuola Bosina di Varese fondata nel 1998, e baby pensionata, come sottolineare Gianfranco Fini negli scontri a distanza con Bossi. Marrone e il Senatùr hanno tre figli, Renzo (1988), il 'trota', che diventa il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia, e fa parlare di sé per i diversi tentativi di diplomarsi; Roberto Libertà (1990), finito sui giornali per una storia di ingiurie e lesioni a un militante di Rifondazione Comunista; e Eridano Sirio (1995), il cui primo nome è di un personaggio mitologico che dorme in fondo al Po.
Le nozze arrivano dopo 12 anni. Nel 1994 al congresso della Lega, fra memorabilia e merchandising c'è anche il filmino del matrimonio, celebrato poche settimane prima dal sindaco di Milano Marco Formentini. Un giorno sua moglie Augusta la invita alla Scala, ma Manuela Marrone declina: «Mi piacerebbe tanto, ma non ho nessuno che mi tenga i bambini». Bossi è contrario all'aiuto domestico, «è sbagliatissimo il sistema della famiglia che si basa sulle colf. I figli hanno le braccia e devono imparare a organizzarsi».
(Unioneonline)
