Consiglio regionale, in Aula la variazione di Bilancio: battaglia su aeroporti e legge “poltronificio”
Si prevede una maratona per arrivare al via libera. Previsti 30 milioni di euro per l’ingresso della Regione nella holding degli scali sardiÈ il giorno della discussione sull’articolo sui Trasporti della variazione di Bilancio che il Consiglio regionale punta ad approvare entro ferragosto. Ed è previsto uno degli scontri più accesi, scollinato subito, tra tanti veleni, il capitolo Sanità che impegna circa la metà dei quasi due miliardi della Manovrina.
In aula atterra dunque il caso della fusione e privatizzazione dei tre scali sardi. Si annuncia battaglia sui 30 milioni, stanziati in legge, per l'ingresso della Regione, con quota intorno al 9% nella futura holding che gestirà la rete aeroportuale a guida F2i, il fondo privato di investimenti.
Sull'operazione, da tempo è puntato il faro della Corte dei Conti che di recente ha confermato dubbi su opportunità e trasparenza per l'assenza di una gara pubblica.
Giunta Todde e maggioranza però vanno avanti seguendo quel term sheet, il documento che fissa le tappe del percorso, pur tra velate resistenze in coalizione magari per evitare di sfidare la magistratura contabile, in aggiunta alle perplessità di Anticorruzione, Enac e sindacati.
Inviti, insomma, a frenare. E l'opposizione oggi ribadisce la necessità di dirottare i 30 milioni su emergenze reali.
Ma non c’è solo il caso degli aeroporti ai privati. In Consiglio regionale sarà battaglia anche sull'articolo che riguarda il Personale: l'opposizione conferma l'emendamento con cui ''provoca'' l'attuale maggioranza invitandola a cancellare la Legge poltronificio, come era stata definita da centrosinistra e Movimento 5 Stelle nella passata legislatura quando venne approvata dalla coalizione di centrodestra, al tempo al governo della Regione.
«La nostra è un'operazione verità - ha detto Fausto Piga, vice capogruppo di Fratelli d'Italia e primo firmatario dell'emendamento - vogliamo smascherare i millantatori di moralità e oggi il Campo Largo chieda scusa ai sardi per averli ingannati con la loro propaganda populista».