Caso Todde, scontro politico dopo la sentenza. Manca: «La Sardegna si rialza più forte». Piga (FdI): «Irregolarità restano»
L’assessora al Lavoro commenta la decisione della Corte d’Appello che ha bocciato la decadenza della presidente della RegionePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Chi governa con competenza e rettitudine viene sempre ripagato, e oggi questo principio trova conferma». Così l’assessora al Lavoro Manca commenta la sentenza della Corte d’Appello di Cagliari, che ha bocciato la decadenza della presidente della Regione. «Tutte le dicerie, le accuse e le ricostruzioni montate ad arte perdono senso davanti alla certezza del mandato popolare e alla forza dei fatti. Noi non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a lavorare con determinazione, guidati dalla fiducia dei cittadini sardi che ci hanno affidato questa grande responsabilità. Oggi la Sardegna si rialza più forte e più viva, dopo lunghi mesi di polemiche sollevate da chi sperava di mettere in dubbio la nostra guida. La decisione definitiva della Corte d’Appello di Cagliari è chiara: la guida della Regione resta salda nelle mani della nostra Presidente Alessandra Todde, di chi ha sempre messo i cittadini al centro, con onestà, trasparenza e impegno concreto».
Di segno opposto il commento di Fausto Piga, vicecapogruppo di FdI: «La verità va raccontata tutta e non solo quella che fa comodo. I pasticci e le irregolarità ci sono stati, anche la Corte costituzionale le aveva evidenziate, e così ora la sentenza d’appello. Quindi la Presidente Todde è riuscita a farla franca non certo perché il fatto non sussiste». «La sentenza d’appello avrà pure cancellato la decadenza, ma non l’opacità e le gravi irregolarità della Presidente Todde o di chi per lei», incalza Piga. «Non è stato nominato un mandatario, non si è aperto un conto dedicato e i contributi ricevuti e le spese sostenute sono stati giustificati con una rendicontazione inconsistente sul piano della trasparenza, nel complesso gravi contestazioni di cui non andare fieri e orgogliosi».
Il meloniano evidenzia anche le contraddizioni nelle dichiarazioni della Presidente: «Prima ha affermato di essersi pagata la campagna elettorale da sola e poi di non aver sostenuto spese, senza che queste contraddizioni abbiano avuto conseguenze, benché almeno una delle due versioni risulti oggettivamente non veritiera». «La Todde e il campolargo festeggino pure – conclude Piga – ma non provino a negare l’evidenza o parlare a vanvera di onestà e legalità: i pasticci ci sono stati e le regole sulla trasparenza non sono state rispettate sino in fondo, fortunatamente per loro quanto basta per evitare la decadenza per un pelo e dover pagare solamente una multa salatissima».
(Unioneonline)
