Il Cagliari sogna. I risultati di un avvio a tutta velocità parlano chiaro: dodici punti, frutto di quattro vittorie e una sola sconfitta (con l’Inter). Cinque gol segnati (uno da Alessandro Romano, uno da Mendy e tre da Maldini). Due subiti (con l’Inter e l’Atalanta) e per tre volte la porta è rimasta inviolata. Miglior difesa della Serie A (davanti a Lazio e Roma, che hanno subito tre reti) e tra le meno perforate dei top campionati europei. La classifica è da Champions League e, per tre settimane, rimarrà immutata per via della sosta per gli impegni delle nazionali. I rossoblù giungono alla pausa con un margine di dieci punti sulla quota salvezza, al quarto posto: in alto a sinistra della classifica. Come ai tempi di Gigi Riva e dello scudetto.

Il tecnico Pisacane utilizzerà questi venti giorni per pianificare il rientro di Trepy e l’inserimento nei meccanismi tattici di Ciervo, Massolin e Nzola. Quest’ultimo è arrivato in Sardegna con l’obiettivo di replicare il rendimento espresso con la maglia dello Spezia, qualche anno fa, quando trascinò i liguri, all’epoca guidati da Italiano, alla salvezza. Il fattore determinante per il rendimento del collettivo risiede nella coesione palesata soprattutto nei periodi di difficoltà. Da luglio a oggi il Cagliari ha affrontato le implicazioni relative al caso Esposito, alla vicenda Trepy, a metà agosto, e a quella di Maldini, emersa una settimana fa. Tuttavia il gruppo sta dimostrando un’incredibile impermeabilità rispetto alle situazioni di disturbo esterne.

Le risposte preferisce darle sul campo, affidandosi alle geometrie di Winks, l’uomo ovunque in grado di trasmettere un po’ della personalità del gioco anglosassone a un centrocampo rimasto privo di elementi che una parte della tifoseria, non più tardi di qualche settimana fa, riteneva insostituibili.

Invece, come d’incanto, Adopo è diventato un elemento imprescindibile dello scacchiere, Romano si è presentato con colpi alla Strootman (versione romanista, non cagliaritana), per la gioia di Pisacane, diventato – tra l’altro – con il tempo abilissimo nel proteggere il gruppo dai condizionamenti ambientali. Il reparto difensivo evidenzia riscontri precisi. Obert è ormai un giocatore internazionale per il rendimento espresso in questo formidabile abbrivio. Zé Pedro è invece un implacabile mastino, perno insostituibile del pacchetto arretrato. Nella posizione di centrale, accanto a Rodriguez, Deiola ha dimostrato di poter prendere con autorità le redini del reparto. A Udine, però, non è passato inosservato il ritorno di Yerry Mina: seppur non ancora al massimo della condizione, è stato artefice di una prestazione da gladiatore. Eccezionale, al pari del portiere Caprile. A proposito: in Nazionale sono stati convocati Maldini e Romano. Il portiere rossoblù no.

Il ct Mancini è un grande allenatore, un vincente. E sa fare il suo mestiere come pochi, ma siamo sicuri che oggi, alle spalle di Donnarumma, Carnesecchi, Vicario e – soprattutto – Pessina abbiano qualcosa in più rispetto a Caprile? Considerato che il numero 1 del Cagliari non è nuovo a scelte clamorose, non è da escludere un’altra presa di posizione forte. Del resto, lui ripete sempre che la sua nazionale è soltanto il Cagliari. Finché durerà l’idillio – speriamo ancora a lungo – bisognerà tenerselo stretto.

Lorenzo Piras

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