La linea verde rossoblù
Di Lorenzo PirasLa prima domenica senza calcio lascia gli sportivi – non solo chi popola le curve, ma anche chi si definisce a basso tasso di “tifo” – in crisi d’astinenza. Bisognerà farci l’abitudine: da qui ad agosto ci sarà da pregare la dea Eupalla (splendida invenzione del qui indegnamente citato Gianni Brera) perché il tempo passi veloce. Il circo del calcio inizierà a montare di nuovo le tende verso Ferragosto: prima con la Coppa Italia (il 9 agosto con il turno preliminare a cui seguiranno, il 16, i trentaduesimi), poi la Serie A, al via il 23 agosto. Certo, dall’11 giugno ci saranno i Mondiali, ma non sarà lo stesso senza l’Italia. E il Cagliari? Ha appena disputato il suo quarantacinquesimo campionato nella massima serie, chiuso con il quattordicesimo posto, 43 punti e una prestigiosa vittoria sul Milan a San Siro, al termine di una stagione in cui è riuscito a battere Juventus, Roma e Atalanta alla Domus, il Torino al Grande Torino, la Fiorentina al Franchi e, appunto, i rossoneri. Un’inversione di tendenza rispetto al passato che, sotto il profilo del divertimento e dello spettacolo, ha regalato ai tifosi momenti indimenticabili. Tuttavia, le amnesie talvolta imperdonabili (come quelle riscontrate nelle partite perse malamente in casa contro il Lecce e all’Arena Garibaldi-Romeo Anconetani di Pisa), la stanchezza e i numerosi infortuni occorsi anche nella fase finale della stagione, hanno costretto la squadra a rincorrere l’obiettivo fino all’ultimo minuto.
Ma è giusto sbagliare, se alla base c’è un progetto solido. L’idea della società, tramutata in fatti dal diesse Guido Angelozzi e in risultati sul campo dall’allenatore Fabio Pisacane, è stata quella di puntare sui giovani, se possibile del vivaio. Ed ecco che anche le statistiche premiano la “linea verde”: 23,5 anni è l’età media della rosa del Cagliari; 27.144 sono stati invece i minuti concessi ai giocatori italiani in organico con 34 gol totali. Da segnalare che i calciatori italiani nella rosa rossoblù sono 16 su 29. Insomma, stiamo parlando di uno dei club che meglio interpreta l’orgoglio nazionale nella Serie A. Sono inoltre sette i giocatori nati, cresciuti e maturati nel vivaio che hanno esordito o giocano stabilmente in prima squadra (Deiola, Idrissi, Obert, Liteta, Trepy, Mendy, Cavuoti). Dalla Primavera, i ragazzi convocati in prima squadra, per ora solo per accomodarsi in panchina, sono Cogoni (sardo), Russo, Sulev, Malfitano (sardo), Grandu (sardo), a cui si aggiungono Mendy e Trepy che hanno esordito, giocato e segnato. E ora? Giulini ha promesso che la squadra non sarà smantellata. Ma la dimensione del Cagliari, e della stessa città, oggi non può che essere questa. Una salvezza benedetta.
Lorenzo Piras