Cambiare il mondo
Di Antonio MasalaEssere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione perfino biologica, diceva Salvador Allende. I disastri che questi giorni hanno combinato nelle piazze italiane e nelle boutique milanesi bande di ragazzini non ha niente a che vedere con la “rivoluzione pacifica “del presidente cileno assassinato durante il colpo di stato organizzato dal generale dittatore Augusto Pinochet.
Rivoluzionario fu lo studente cecoslovacco, l’eroe solitario Jan Palach che nel 1969 si diede fuoco in piazza San Venceslao a Praga per protestare contro l’occupazione sovietica, seguendo il giovane idraulico Emil Gallo che un anno prima a Bratislava si parava davanti a un carro armato durante l’invasione sovietica che stroncava il sogno della “Primavera di Praga”.
Anche un giovane studente cinese nel 1989 bloccò da solo una colonna di bocche da fuoco schierate in piazza Tienanmen per protestare contro il regime comunista diventando il martire delle libertà del suo Paese.
Ci sono gli eroi e c’è il popolo che non vuole eroi. Parafrasando lo scrittore Bertolt Brecht: beati i popoli che senza eroi cambiano la storia; come i giovani studenti e gli operai che sull’onda delle proteste e con la forza del voto hanno mandato a casa il chiacchierato presidente della Repubblica Serba, l’uscente Vucic.
Chi rompe paga, chi vota per cambiare in nome del popolo cambierà il mondo.
Antonio Masala