Donald Trump rompe gli indugi. Dopo giorni di alta tensione, il presidente ha ordinato un nuovo attacco all'Iran per spingere Teheran alla resa e ad accettare le sue condizioni nell'accordo di pace. I raid - riporta il Wall Street Journal - potrebbero iniziare già nel fine settimana.

Secondo indiscrezioni di Cbs, l'attacco sarà condotto insieme a Israele, che è stato informato e si sta coordinando con gli Stati Uniti per quella che sarebbe la prima azione congiunta da quando è iniziata la guerra. Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture energetiche iraniane, le centrali e le raffinerie, che Trump minaccia da tempo.

Dalla Casa Bianca e dal Pentagono non è arrivata nessuna conferma. «Come ha detto il presidente durante la riunione di gabinetto, gli Stati Uniti vinceranno e l'Iran non avrà l'arma nucleare sotto i suoi occhi», si è limitata a dire la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt a Cbs. Del possibile attacco si è parlato nel corso della riunione di governo a Camp David e alcuni consiglieri della Casa Bianca non hanno nascosto la loro forte contrarietà all'operazione. «Li colpiremo forte fino a quando diranno non ne possiamo più», ha detto il presidente, criticando l'Iran per comportarsi in modo «molto disonesto e scorretto». «Sto perdendo fiducia nell'Iran perché mente», ha aggiunto.

Da settimane il commander-in-chief va dicendo ai suoi collaboratori che gli iraniani sono "folli" e va lamentandosi dell'accordo provvisorio raggiunto, bollandolo come privo di significato e rivendicando che sapeva fin dall'inizio che non avrebbe funzionato. Al presidente sono state presentate nelle scorse settimane varie opzioni, inclusa quella per una campagna aerea di due settimane. All'interno dell'amministrazione però ci sono, secondo indiscrezioni, forti divisioni che starebbero aumentando l'esasperazione del presidente nei confronti del dossier iraniano, che vorrebbe chiudere rapidamente ma che ormai si trascina da cinque mesi senza una fine all'orizzonte. Secondo alcuni dei suoi collaboratori, colpire duramente le infrastrutture energetiche spunterebbe le armi alle forze iraniane riducendo di fatto la loro capacità di offrire servizi e governare.

A distanza di pochi minuti è giunta una secca replica da Teheran. Un alto funzionario della sicurezza iraniana ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim di aver «preparato un piano completo per rispondere a una possibile follia americana». «Consideriamo le affermazioni dei media americani su possibili attacchi da parte degli Stati Uniti e del regime contro le infrastrutture iraniane come una forma di follia - ha detto -. Perché abbiamo preparato un piano completo di risposta, che include le infrastrutture vitali del regime sionista e le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione, e siamo pronti».

(Unioneonline)

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