Una petizione alle Nazioni Unite per chiedere l’immediata cessazione dei bombardamenti sui bambini di Gaza
La richiesta prevede anche l’istituzione di una Commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità nell’escalation degli attacchi alla popolazione civile sulla StrisciaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una petizione alle Nazioni Unite per chiedere l’immediata cessazione dei bombardamenti sui bambini innocenti di Gaza.
È quanto chiedono la rete “Avvocati senza frontiere” e il “Movimento per la Giustizia Robin Hood”, che parlano nel loro appello di “genocidio” del popolo palestinese: «Dal 7 ottobre, infatti, a Gaza sono stati uccisi tra le macerie 4.609 bambini e feriti oltre 9.000, su un totale di oltre 10.022 vittime civili e oltre 26.000 feriti. Le donne e i bambini rappresentano oltre due terzi delle vittime. Ogni dieci minuti un bambino viene ucciso nei bombardamenti indiscriminati».
La richiesta del movimento, alla Corte Penale Internazionale, è «l'incriminazione di Netanyahu e di Hamas per crimini di guerra e contro l’umanità», e l’istituzione di una Commissione d’inchiesta internazionale «indipendente da governi e opposte fazioni per accertare le responsabilità nell’escalation degli indiscriminati attacchi alla popolazione civile sulla striscia di Gaza e, in particolare ad ospedali, scuole, campi profughi e luoghi di culto».
«Quanto sangue di donne e innocenti si intende ancora spargere per appagare la sete di dominio, sopraffazione e terrificante reciproca vendetta indegna di Paesi civili?», spiegano la rete “Avvocati senza frontiere” e il “Movimento per la Giustizia Robin Hood”. «In una settimana – proseguono – Israele ha usato contro Gaza lo stesso numero di bombe sganciate in un anno dagli USA in Afghanistan. Lo stesso presidente Joe Biden ha detto che non sarà con un massacro indiscriminato di civili a Gaza, che il popolo israeliano avrà giustizia: “Ciò che distingue noi che viviamo in sistemi democratici dai terroristi è il rispetto della legge, in questo caso del diritto internazionale”. Aggiungendo, poi, che: “La maggior parte della popolazione, a cominciare dai bambini, dai ragazzi che abitano nella Striscia, non va confusa con Hamas. Noi non possiamo essere come i terroristi”».
Parole – precisano dalla rete “Avvocati senza frontiere” e dal “Movimento per la Giustizia Robin Hood”, – «che sono cadute nel vuoto, come quelle del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che aprendo la recente riunione del Consiglio di sicurezza sulla crisi in Medio Oriente ha parlato di "chiare violazioni del diritto umanitario", chiedendo un cessate il fuoco "immediato" per alleviare la "sofferenza epica" della popolazione di Gaza. Aggiungendo che "gli attacchi di Hamas contro Israele non sono avvenuti dal nulla", in quanto "il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione", anche se "le sofferenze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas"».
Il Segretario generale delle Nazioni Unite «sottolinea che bambini rappresentano oltre il 40% delle vittime complessive a Gaza e il bilancio reale è probabilmente molto più alto – spiegano ancora dal Movimento – poiché ci sono circa 1.000 bambini dispersi che si presume siano sepolti sotto le macerie.
E «per comprendere il dramma che si sta consumando sotto gli occhi del mondo, nell’indifferenza dei media e con la collaborazione attiva dei governi Occidentali, incluso quello italiano che si è astenuto dal voto della risoluzione ONU che chiedeva un immediato cessate il fuoco», vengono poi riportati alcuni passaggi del discorso tenuto il 30/10 u.s. davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite da parte di Philippe Lazzarini, Commissario generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA).
IL DISCORSO – «Il livello di distruzione non ha precedenti e la tragedia umana che si svolge sotto i nostri occhi è insopportabile. In tre settimane un milione di persone, metà della popolazione di Gaza, sono state spinte dal nord della Striscia di Gaza verso il sud. Il sud, tuttavia, non è stato risparmiato dai bombardamenti, con un numero significativo di morti. L’ho detto molte volte, “Nessun posto è sicuro a Gaza”. Ora, i civili rimasti nel nord stanno ricevendo avvisi di evacuazione. Ma molti, tra cui donne incinte, persone con disabilità, malati e feriti, non possono muoversi. Ciò che è accaduto e continua ad accadere è lo sfollamento forzato». «Oltre 670.000 sfollati si trovano nelle scuole e negli edifici sovraffollati dell’UNRWA. Vivono in condizioni spaventose e antigeniche, con cibo e acqua limitati, dormendo sul pavimento senza materassi o all’aperto. La fame e la disperazione si stanno trasformando in rabbia contro la comunità internazionale». «Signor Presidente, quasi il 70% delle persone uccise sono bambini e donne. Questo non può essere un “danno collaterale”. Chiese, moschee, ospedali e strutture dell’UNRWA, comprese quelle che ospitano gli sfollati, non sono state risparmiate. Troppe persone sono state uccise e ferite mentre cercavano sicurezza in luoghi protetti dal diritto umanitario internazionale. L’attuale assedio imposto a Gaza è una punizione collettiva. Gaza conta oltre 2 milioni di persone, la metà dei quali bambini. Gli abitanti di Gaza sono persone vivaci e istruite che aspirano ad avere una vita normale, famiglie, figli, istruzione e sogni di un futuro migliore. Oggi gli abitanti di Gaza sentono di non essere trattati come gli altri civili. Un’intera popolazione viene disumanizzata. Hannah Arendt ha detto: “La morte dell’empatia umana è uno dei primi e più rivelatori segni di una cultura che sta per cadere nella barbarie”. Signor Presidente, in questi tempi bui non dobbiamo perdere di vista la nostra umanità». «La nostra empatia dovrebbe applicarsi a tutti. Palestinesi, israeliani, ebrei, cristiani e musulmani. Le regole della guerra devono essere rispettate da tutte le parti, in ogni momento e in ogni luogo. I civili devono essere protetti, gli ostaggi rilasciati e deve essere agevolata un’autentica risposta umanitaria». «Un cessate il fuoco umanitario immediato è diventato una questione di vita o di morte per milioni di persone. Il presente e il futuro dei palestinesi e degli israeliani dipendono da questo. Esorto tutti gli Stati membri a cambiare la traiettoria di questa crisi e a lavorare per una vera soluzione politica. Prima che sia troppo tardi, grazie».
L’APPELLO – La richiesta, dunque, è di condividere l’appello dell’alto rappresentante dell’ONU «rilanciando al mondo intero la petizione per fermare il genocidio del popolo palestinese e chiedere l’incriminazione di tutti coloro che vorrebbero radere completamente al suolo la Palestina nelle prossime ore, scacciando i suoi abitanti nel Sinai, come fu per il popolo ebraico l’esodo biblico, dopo la fuga dall’Egitto».
Intanto, secondo un rapporto dell'ONU, citato dal quotidiano inglese The Guardian, «gli sfollati da Gaza sono già oltre 1,6 milioni e gli edifici civili distrutti o danneggiati superano il 42%. Un'intera popolazione è assediata e sotto attacco, le viene negato l'accesso all'essenziale per la sopravvivenza, viene bombardata nelle proprie case, nei rifugi, negli ospedali e nei luoghi di culto. Questo è inaccettabile». Nell'appello è sottolineato che sono passati 30 giorni. «Ora basta, questo deve finire subito».
Anche l'ONU chiede una “Indagine su crimini di guerra", affermando tramite il presidente dell'Assemblea generale Dennis Francis, che "Il bilancio umano dell'assedio di Gaza è indescrivibile” e insistendo sul fatto che serve "un cessate il fuoco immediato", sottolineando che questa è la richiesta della maggioranza dei membri dell'Assemblea generale.
Quindi l’appello a firmare, prima che sia troppo tardi, «nel rispetto dei bambini innocenti e di chi non può più gridare il suo dolore».
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