Donald Trump ha annunciato che Ucraina e Russia hanno concordato di non colpire le rispettive infrastrutture energetiche. «L'Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!», ha scritto il tycoon in un post su Truth, convinto che «l'aumento del prezzo del diesel a livello mondiale»  sia stato «causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall'Iran».

Dal canto proprio, Kiev è pronta alla tregua ma chiede garanzie perché, ha spiegato Volodymr Zelensky su Telegram, «non è sicura che la Russia abbia la volontà di rispettare qualsiasi accordo».

«Se i partner sono disposti a garantire che la Russia smetterà di colpire la nostra rete elettrica, le nostre altre infrastrutture energetiche, le infrastrutture critiche e il flusso di cibo, noi, ovviamente, siamo pronti a garantire una corrispondente cessazione dei nostri attacchi», ha proseguito Zelensky, aggiungendo che, come prevedibile, «ci aspettiamo che i partner forniscano dettagli concreti».

«Naturalmente, non possiamo che accogliere con favore qualsiasi richiesta al regime di Kiev di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture economiche pacifiche», ha commentato invece il portavoce di Putin, Dmitry Peskov.

Ma fonti vicine al Cremlino, scrive il Financial Times, affermano che lo zar è riluttante a raggiungere un accordo prima dell'inverno, ritenendo che gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine potrebbero aumentare la pressione su Kiev affinché faccia delle concessioni. 

(Unioneonline)

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