Sono cinque ora le vittime dell'attentato di Strasburgo. Due dei feriti - tra cui il giornalista Antonio Megalizzi - sono morti in ospedale.

Questo al momento il bilancio dell'attentato di martedì sera ai mercatini di Natale di Strasburgo, dove un francese di origine algerina ha sparato contro i passanti. Bilancio che potrebbe peggiorare, visto che ci sono altri feriti in gravi condizioni.

"Non cediamo alla paura", così il ministro dell'Interno Cristophe Castaner ha annunciato la riapertura odierna del mercatino di Natale teatro della sparatoria.

ISIS RIVENDICA - L'Isis ha rivendicato l'attacco subito dopo la morte di Cherif Chekatt, ucciso ieri sera dalle forze speciali francesi.

"Era un soldato dello Stato Islamico che ha risposto alla richiesta di colpire obiettivi della coalizione", rivendica l'organizzazione terroristica.

LA CATTURA - Il 29enne di origine marocchina aveva con sé una pistola e un coltello. È stato lui ad aprire il fuoco contro i poliziotti, si era rifugiato in un magazzino in località Plaine des Bouchers, nel quartiere di Meineau, non lontano da Neudorf, zona in cui aveva fatto perdere le proprie tracce dopo l'attentato.

A segnalare la presenza dell'uomo nel quartiere sarebbe stata una passante che dopo averlo visto ha chiamato la polizia. Chekatt appena si è sentito braccato ha sparato contro gli agenti, che hanno risposto al fuoco uccidendolo. Per loro applausi dalla gente che era in strada.

Il killer non aveva mai lasciato Strasburgo come alcuni temevano, si era rifugiato nel suo quartiere. Si ipotizza che lì godesse di appoggi, e che si sia anche fatto curare la ferita al braccio causata dallo scontro a fuoco con la polizia subito dopo l'attentato.

Antonio Megalizzi (foto Facebook)
Antonio Megalizzi (foto Facebook)
Antonio Megalizzi (foto Facebook)

IL CLIMA IL GIORNO DOPO - "La prima impressione stamattina è quella di un clima disteso - racconta Franco Musu, originario di Usellus da anni residente a Strasburgo - con persone più serene. I tram sono pieni, tanti i bambini che vanno a scuola. La dogana franco/tedesca è libera, nessun tipo di controllo, per cui arrivare al lavoro oggi non presenta problemi".

Da quanto si dice nella zona, "Cherif è stato visto ieri pomeriggio da una signora che l'ha riconosciuto e che ha chiamato la polizia. Per cui i corpi speciali erano già nei paraggi. Io non ho notato niente di particolare quando sono andato in quella direzione, a piedi, verso le 20:15 perché la mia compagna doveva fare la prova per il concerto di Natale. Lei è andata in macchina con dei colleghi perché aveva gli strumenti, noi eravamo nella stessa via, ovvero la Rue su Lazaret".

Un unico strano elemento ha insospettito Musu: "Il continuo sorvolare di un elicottero della polizia, ma cercavo di sdrammatizzare per non creare tensione in sala, visto che eravamo oltre 50 persone. Dopo circa 40 minuti abbiamo sentito che il presunto attentatore era stato ammazzato. Si dice che fosse in un deposito non tanto lontano dalla casa dei suoi genitori".

Quindi, "la prima ipotesi del tassista che l'aveva lasciato nei dintorni era del tutto veritiera, non si è mai spostato dalla sua zona".

(Unioneonline/L)

CHI È CHERIF CHEKATT

LE FOTO

Cittadini posano lumini e fiori nel luogo della sparatoria
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Tutto spento in Rue des Orfévres, una delle vie più famosa per le luminarie natalizie
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I box chiusi del mercatino di Natale
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La via dove è avvenuta la sparatoria
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Ancora fiori e lumini nel punto in cui è morta una delle tre persone vittime dell'attentatore
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L'albero in Place Kleber, tra le più affollate della città e oggi deserta
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La cattedrale di Strasburgo
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PRESO IL FRATELLO DI CHERIF

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