Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato duramente Vladimir Putin per aver respinto la richiesta di un faccia a faccia per discutere la fine di una guerra che dura da quattro anni.

«Purtroppo, la parte russa sta scegliendo di nuovo la guerra: tutti hanno sentito la risposta di oggi. Una risposta debole. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra», ha commentato Zelensky dopo che Putin aveva affermato di non vedere «alcun motivo» per incontrare il leader ucraino.

Non sarà quindi la lettera aperta da  Zelensky  ad avvicinare la fine del conflitto. Il presidente russo ha risposto con irritazione alla decisione di quello ucraino di «portare nella sfera pubblica» i contatti tra i due nemici. 

Un tale incontro, richiesto nella missiva di Zelensky, sarà possibile solo quando una soluzione per fermare il conflitto sarà stata raggiunta attraverso il lavoro delle rispettive delegazioni, ha affermato il capo del Cremlino, ribadendo una posizione già più volte espressa. 

Putin, che parlava dal palco del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), ha anche detto che rimangono «immutati» gli obiettivi della Russia in quella che chiama «l'operazione militare speciale». E ha ricordato che lui stesso li aveva delineati in un discorso al ministero degli Esteri nel giugno 2024: ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate dalla Russia e rinuncia di Kiev ad entrare nella Nato.

Sembra dunque partire in salita anche l'iniziativa che Francia, Germania e Regno Unito avrebbero avviato per cercare una soluzione negoziata con Mosca, d'accordo con Zelensky. Una mossa di cui ha parlato per prima l'agenzia Bloomberg e che sembra confermata da un incontro annunciato per domenica a Londra dei leader dei Paesi E3: il britannico Keir Starmer, il tedesco Friedrich Merz e il francese Emmanuel Macron. Quest'ultimo ha affermato che «è il momento di guardare al futuro» e «riorganizzare un dialogo per costruire il cessate il fuoco e la pace».

(Unioneonline)

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