Pale nelle Bocche di Bonifacio, ora la Corsica alza le barricate: «No ai mega impianti nel nostro mare»
Il Parlamento di Ajaccio: «Non è pensabile l’assenza di una pianificazione condivisa»L'allarme dell'ex Governatore sui progetti per 105 pale nelle acque del Nord dell'Isola
Una posizione netta, votata all’unanimità dal Parlamento corso: no ai parchi eolici offshore nelle Bocche di Bonifacio e no allo sfregio della più grande (ottantamila ettari) riserva naturale di Francia. La Corsica non gode di un’Autonomia speciale paragonabile a quella della Sardegna ma con mezzi limitati è riuscita a muoversi in modo più efficace: per sminare il pericolo di ritrovarsi circondata da pale giganti ieri ha dato il via libera a una mozione proposta dagli indipendentisti di Core in Fronte, sottoscritta anche dal gruppo Fà Populu Inseme.
Un voto annunciato neanche un mese fa da Paulu Felici Benedetti, capogruppo degli indipendentisti di Core in Fronte, a margine del Patto tra le due Isole contro l’assalto dell’offshore siglato a Sartène con l’ex presidente della Regione Mauro Pili. Perché, sostengono entrambi, «non è pensabile l’assenza di una pianificazione condivisa», e «l’assalto eolico minaccia un unico ecosistema naturale, ambientale, economico e umano. Il mare tra le nostre Isole non divide due popoli, li unisce, per questo la risposta deve essere comune, immediata e senza ambiguità».
Il Parlamento corso ha fatto la sua parte senza pensarci due volte. «Una lezione politica per la Giunta regionale sarda, incapace di assumere una posizione chiara su una questione decisiva per il futuro della Sardegna», ha commentato Mauro Pili, ieri ad Ajaccio ospite dei leader indipendentisti corsi per assistere ai lavori dell’Aula, «la Corsica ha discusso, ha valutato i rischi e ha votato. Ora il Consiglio regionale sardo faccia lo stesso».
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