Media: «Mojtaba in stato di incoscienza». Scade oggi l’ultimatum di Trump, l’Idf agli iraniani: «Non prendete il treno»
La Guida Suprema iraniana sarebbe «in gravi condizioni». I negoziati, il contropiano in 10 punti di Teheran e l’aut aut del presidente che termina tra poche oreOcchi puntati sull’Iran oggi: nel giorno in cui scade l’ennesimo ultimatum di Donald Trump l'esercito israeliano esorta gli iraniani a non prendere il treno perché «mette in pericolo le vostre vite». «Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite».
Uno stato di allerta che arriva mentre la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe «in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom». Così almeno si legge su un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportato dalla testata israeliana Ynet. Khamenei sarebbe privo di sensi e «in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime». Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr.
Nel frattempo i mediatori hanno presentato il cosiddetto "accordo di Islamabad": una tregua di 45 giorni che consenta un negoziato su tutto il resto, compreso lo sblocco di Hormuz. Un «passo importante ma non sufficiente», è stata la reazione di Donald Trump, a cui è seguita una nuova minaccia agli ayatollah: «L'Iran può essere eliminato in una notte e potrebbe accadere martedì notte», data appunto del nuovo e «definitivo» ultimatum posto dal tycoon al regime perché accetti un accordo.
Teheran però ha respinto l'ipotesi di cessate il fuoco temporaneo, mettendo sul tavolo un contropiano in 10 punti che miri innanzitutto alla cessazione definitiva delle ostilità. Proposte accompagnate da un nuovo messaggio della Guida Suprema Mojtaba Khamenei all'insegna della resistenza: «I crimini e le uccisioni non ci scalfiranno». Il piano mediato dal Pakistan prevede un cessate il fuoco immediato, seguito da una trattativa per un accordo complessivo (che includa il dossier Hormuz e le scorte di uranio) da concludere entro 15-20 giorni, ha detto una fonte a conoscenza del dossier, riferendo di intensi contatti tra il capo di stato maggiore di Islamabad Asim Munir, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Nella mediazione sono coinvolti anche egiziani e turchi, hanno riferito altre fonti, confermando che il negoziato sarebbe in due fasi, anche con la possibilità di estendere la tregua.
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Le possibilità di un'intesa in pochi giorni sono comunque considerate scarse. Secondo i media iraniani, la teocrazia ha inviato al Pakistan una controproposta «in 10 punti» che prima di ogni cosa «respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto». Inoltre, si chiede la fine delle ostilità nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni. In ogni caso, il braccio di mare snodo nevralgico del commercio internazionale «non sarà riaperto in cambio di una tregua temporanea». Il piano Usa di 15 punti per Teheran resta «inaccettabile».
Il giorno di Pasqua Trump ha scritto il solito post infuocato su Truth, alzando ancora il tiro: «Aprite il maledetto Stretto pazzi bastardi o vivrete all'inferno», le bombe cadranno su tutti i «ponti» e le «centrali elettriche» del Paese. L'inquilino della Casa Bianca allo stesso tempo ha prorogato di un giorno l'ultimatum a Teheran, oggi alle «ore 20», le 2 di notte di mercoledì in Italia. In questo modo, secondo fonti americane, la Casa Bianca ha voluto dare un'ultima possibilità al negoziato, prima di dare luce verde al piano operativo, già pronto, per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici. «Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose», ha poi detto il tycoon ai giornalisti, aggiungendo che Vance potrebbe essere coinvolto in eventuali negoziati in presenza. «I negoziati procedono bene, ho il piano migliore», ha assicurato in una conferenza stampa fiume dedicata all'operazione di salvataggio del pilota che era disperso in Iran.
Sul fronte israeliano i tentativi della diplomazia non sembrano interessare più di tanto Benyamin Netanyahu, che ha già fatto scattare i raid sui complessi petrolchimici iraniani, incluso l'importante sito di South Pars, e vuole continuare a decimare i vertici della Repubblica islamica. Il premier, in un post per celebrare l'uccisione del capo dell'intelligence e di un comandante della Forza Quds, ha assicurato: «Continueremo con tutta la nostra forza, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà eliminata e tutti gli obiettivi di guerra non saranno raggiunti». Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, in prima fila tra i mediatori, ha accusato il governo israeliano di «continuare a minare tutte le iniziative volte a porre fine alla guerra».
(Unioneonline/D)