A Islamabad in Pakistan è il giorno dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, primo storico faccia a faccia tra i due Paesi dal 1979.

«Abbiamo buone intenzioni, ma non ci fidiamo». Così il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad per i colloqui. "La nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute", ha dichiarato Ghalibaf. Della delegazione iraniana fa parte anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.

La delegazione americana è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, accompagnato dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump.

Le notizie di sabato 11 aprile: 

Media Iran: «Iniziato ad Islamabad un nuovo ciclo di colloqui»

Un nuovo ciclo di colloqui tra delegazioni iraniane e statunitensi è iniziato a Islamabad, con funzionari pachistani in veste di mediatori. Lo scrive l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, che cita un suo corrispondente, secondo il quale l'attuale ciclo di negoziati sembra essere "l'ultima opportunità" per raggiungere una visione comune, viste quelle che definisce "richieste eccessive da parte degli Stati Uniti". 

Pasdaran: «Colloqui offuscati da disputa su Hormuz e da richieste eccessive Usa»

Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), i colloqui a Islamabad tra le delegazioni iraniana e statunitense a Islamabad sono stati oscurati da una "grave" disputa sullo Stretto di Hormuz, dopo che le parti hanno raggiunto la fase di scambio delle bozze di testo per un possibile accordo quadro, ma le consuete 'richieste eccessive' della delegazione statunitense hanno ostacolato i progressi", si legge nel rapporto. Lo Stretto di Hormuz è una delle questioni che suscitano forti disaccordi, si legge nel comunicato, che aggiunge che le consultazioni sono in corso, precisa Iran International. 

Iran, posizione massimalista degli Usa getta ombra sui colloqui in Pakistan

I negoziatori statunitensi hanno mantenuto un approccio "massimalista" in questo ciclo di colloqui a Islamabad, con sfiducia e pessimismo a fare da sfondo alle discussioni. Lo afferma la Tv di Stato iraniana citata da Iran International, precisando che un nuovo ciclo di colloqui rappresenterebbe l'ultimo tentativo per stabilire se i colloqui in Pakistan possano contribuire ad avvicinare le posizioni delle due delegazioni. Tuttavia un alto funzionario della Casa Bianca ha dichiarato alla Afp in una breve nota che i colloqui sono in corso, dopo che i media statali iraniani avevano precedentemente riferito che si erano svolti due round e che ne era previsto un terzo.

Sale a 18 morti il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano

Sale a 18 il bilancio dei raid israeliani nel sud del Libano. Otto persone sono rimaste uccise nel pomeriggio in attacchi condotti in una città della regione di Sidone. I feriti sono almeno nove, cinque dei quali gravi, ha dichiarato il ministero della Salute. Questa mattina si erano registrati 10 morti, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, negli attacchi israeliani condotti nella regione di Nabatieh.

Due navi Usa a Hormuz per lo sminamento

Due navi da guerra americane stanno transitando nello Stretto di Hormuz per un'operazione di sminamento. Lo riferisce il Comando centrale Usa in un post sui social media. In una nota il Centcom annuncia che "la USS Frank E. Peterson e la USS Michael Murphy hanno attraversato lo stretto nell'ambito di una missione più ampia volta a garantire che sia completamente libero dalle mine navali precedentemente posizionate dai pasdaran". "A breve condivideremo questo percorso con il settore marittimo, al fine di favorire il libero flusso dei commerci", ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale.

Le prime negoziazioni dirette Usa-Teheran, le più importanti dal 1979

Funzionari iraniani e americani hanno avviato oggi pomeriggio a Islamabad negoziati diretti nel tentativo di raggiungere una tregua duratura in una guerra che sta scuotendo l'economia globale, nonostante le numerose incertezze. Questi colloqui faccia a faccia, i più importanti tra i due avversari dalla Rivoluzione islamica iraniana del 1979, si svolgono in un formato trilaterale, secondo quanto dichiarato dalla Casa Bianca. Anche funzionari pakistani, che hanno facilitato il cessate il fuoco di due settimane entrato in vigore mercoledì, vi partecipano. La delegazione americana è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, accompagnato dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. L'Iran è rappresentato a Islamabad dal suo influente Presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Secondo Trita Parsi, analista del think tank Quincy Institute for Responsible Statecraft di Washington ed esperto in materia, "il livello di responsabilità e le dimensioni della delegazione iraniana, che include il governatore della Banca Centrale, dimostrano sia la sincerità di Teheran in questi negoziati, sia le sue aspettative e la sua fiducia". "Mai prima d'ora gli iraniani hanno negoziato con gli Stati Uniti con così tanti vantaggi, e chiaramente intendono sfruttarli al massimo", ha affermato.

Iran: «Pronti a ogni scenario»

L'Iran "è pronto a qualsiasi scenario successivo ai colloqui in corso con gli Stati Uniti, sia quello militare e difensivo sia quello dei negoziati": ha dichiarato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, membro della delegazione iraniana ai colloqui Teheran-Washington a Islamabad. Secondo quanto riportato da Tasnim, Gharibabadi ha espresso la speranza di raggiungere "conclusioni positive nei colloqui, considerando la serietà della delegazione iraniana e la posizione di forza dell'Iran". Nel frattempo, un altro membro della delegazione iraniana, il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che le due parti hanno iniziato uno scambio di messaggi dalla notte precedente, dopo l'arrivo delle rispettive delegazioni a Islamabad. "Abbiamo sottolineato la necessità di un cessate il fuoco completo tra Iran e Stati Uniti-Israele. Siamo inoltre in contatto con il Libano per verificare se un cessate il fuoco completo sia stato effettivamente attuato lì", ha affermato.

Usa smentiscono di aver ricevuto minacce dall'Iran contro navi a Hormuz

"Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall'Iran di attacco alle navi" della marina Usa a Hormuz. Lo afferma un funzionario americano - citato dal giornalista di Axios Barak Ravid su X - che smentisce quanto affermato dai media iraniani secondo cui Teheran ha avvertito gli Stati Uniti di una possibile rappresaglia contro le navi americane intenzionate ad attraversare Hormuz.

Iran: «Nave Usa a Hormuz tornata indietro dopo la minaccia di attacco da Teheran»

La tv di stato iraniana nega le notizie provenienti da fonti statunitensi secondo cui navi della Marina Usa hanno attraversato le acque dello Stretto di Hormuz per la prima volta da inizio guerra: lo riporta Iran International. La tv di stato ha spiegato che è stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana che sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato lo stretto, riferisce su X il chief national security reporter della Reuters, Phil Stewart, sostenendo che il vascello si è ritirato dopo l'avvertimento, stando ad un alto funzionario militare iraniano che ha parlato alla tv di stato iraniana. 

Primo faccia a faccia tra Usa e Iran dal 1979

Secondo una fonte pakistana, si stanno svolgendo colloqui trilaterali faccia a faccia a Islamabad tra il vicepresidente statunitense JD Vance, l'inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il cognato di Trump Jared Kushner, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dell'esercito pakistano. Lo riporta Al Arabiya citando la Reuters. Se confermati, secondo la Cnn, sarebbero i primi colloqui diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica islamica. 

Media, navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta 

"Diverse navi" della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, "non è stato coordinato con l'Iran", ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall'inizio della guerra.

Trump: «Bonifichiamo Hormuz per i nostri alleati, non avevano il coraggio»

"Stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente". Lo ha scritto Donald Trump su Truth tornando ad attaccare gli alleati degli Stati Uniti. 

Trump: «L'unica risorsa che ha l'Iran è la minaccia di mine ad Hormuz»

"L'unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia che una nave possa 'imbattersi' in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch'esse sul fondo del mare". Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran. 

Iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad

I negoziati tra l'Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr. I colloqui sono iniziati a seguito degli "sviluppi delle intense consultazioni a Islamabad, durante le quali sono stati discussi temi come la limitazione degli attacchi israeliani da Beirut al Libano meridionale, il rilascio da parte degli Stati Uniti dei beni iraniani e la necessità di colloqui tecnici e tra esperti più precisi", ha riferito l'agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, sottolineando che i colloqui ufficiali sono iniziati per definire questi punti. L'Iran ha anche chiesto agli Stati Uniti di convincere Israele ad attuare un cessate il fuoco completo in Libano.

Trump vuole vendere il greggio Usa

«Un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo proprio ora verso gli Stati Uniti per caricarsi del petrolio (e del gas!) migliore e più "dolce" del mondo». Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un post sul suo social Truth. «Abbiamo più petrolio di quanto ne abbiano le due maggiori economie petrolifere al mondo messe insieme, e di qualità superiore. Vi stiamo aspettando. Tempi di consegna rapidi!», aggiunge.

Cina pronta a inviare armi a Teheran nelle prossime settimane 

I servizi segreti statunitensi sostengono che la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Lo riporta la Cnn, citando tre fonti a conoscenza di recenti valutazioni dell'intelligence. Sempre secondo la Cnn, i sistemi che Pechino si appresta a trasferire sono sistemi missilistici antiaerei portatili noti come Manpads. Le informazioni dell'intelligence sottolineano inoltre come l'Iran potrebbe sfruttare il cessate il fuoco come opportunità per rifornire alcuni sistemi d'arma con l'aiuto di partner stranieri chiave. Due delle fonti hanno riferito all'emittente televisiva statunitense che vi sono indicazioni secondo cui Pechino starebbe lavorando per far transitare le spedizioni attraverso paesi terzi al fine di mascherarne la vera origine.

Beirut, 10 persone uccise nei raid di Israele nel sud del Libano 

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise oggi da raid israeliani nel sud del Libano, mentre i media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località. Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco "sistematico" di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza.

Usa smentiscono di aver acconsentito a sbloccare asset Iran 

Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News, smentendo le precedenti notizie diffuse dai media. Il vicepresidente J.D. Vance ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, ma i negoziati non sono ancora iniziati e non sono stati discussi accordi. La delegazione americana comprende Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner. 

Teheran lamenta interferenza Israele per ostacolare accordo con Usa

L’Iran punta il dito contro Israele e il premier Benjamin Netanyahu colpevoli di voler ostacolare i colloqui di pace con gli Stati Uniti a Islamabad. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasmin. Dalla scorsa notte, e immediatamente dopo l’arrivo della delegazione iraniana, sono in corso intense consultazioni e si sono tenuti diversi cicli di colloqui con funzionari pakistani per garantire che la parte americana rispetti i propri impegni. Secondo le informazioni di Tasmin, sono stati fatti alcuni progressi in tal senso, ma Israele e Netanyahu continuano a ostacolare i lavori e a cercare di impedire che si tengano negoziati e si raggiunga un accordo. Dal punto di vista della delegazione iraniana, gli Usa sono responsabile di questo incidente, e l’Iran considera il regime sionista un partner degli Stati Uniti e continua a chiedere a Washington di intervenire su questa questione.

Hormuz non riapre, l’Iran non sa dove ha piazzato le mine

C’è un fattore che potrebbe complicare e non poco le trattative tra Stati Uniti e Iran. E riguarda il solito Stretto di Hormuz, quello snodo cruciale da cui passa il 20% del petrolio mondiale, una quota significativa di gas naturale liquefatto e fertilizzanti. L'Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine piazzate nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Lo scrive il New York Times, citando funzionari Usa e sottolineando che questo è il principale motivo per cui Teheran non è riuscita a conformarsi immediatamente alle richieste di Trump di consentire un maggior transito di navi. Si tratta inoltre di un fattore che potrebbe complicare i negoziati.

Gli Usa hanno accettato lo sblocco di beni iraniani in Qatar

Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di "serietà" nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è "direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz", che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui.

Delegazione Iran porta con sè foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab

La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab «come prova dei crimini di guerra americani». Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. «I miei compagni di volo #Minab168», scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.

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