Donald Trump ha appena iniziato a demolire il regime chavista in Venezuela ma sembra già proiettato sulle sue prossime mire imperialistiche: «Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di difesa», sono state le parole dell'inquilino della Casa Bianca in un'intervista a Atlantic. Dichiarazioni arrivate dopo un post scritto dalla moglie di un consigliere del tycoon con la mappa dell'isola dell'Artico colorata con i colori della bandiera americana, con un'unica minacciosa parola: "Presto!". Abbastanza da provocare la replica della premier danese Mette Frederiksen che ha esortato gli Stati Uniti a «porre fine alle minacce contro un alleato storico». «Devo chiarire questo punto agli Stati Uniti: è assolutamente assurdo affermare che gli Usa dovrebbero prendere il controllo della Groenlandia», ha aggiunto, parlando del territorio autonomo sotto la corona danese.

Il post incriminato è stato pubblicato sui social da Katie Miller, moglie del vice capo di gabinetto di Trump, Stephen Miller, la sera dopo l'operazione militare statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, a cui è seguito l'annuncio del tycoon che saranno gli Stati Uniti a gestire la transizione a Caracas. Miller, che ricopre la carica di vice capo dello staff della Casa Bianca, è considerato l'architetto di gran parte delle politiche dell'amministrazione, quindi il post della moglie assume un peso non banale.

Lei tra l'altro è stata all'ufficio stampa al Dipartimento per la Sicurezza Interna durante il primo mandato Trump e ha lavorato anche nella comunicazione dell'allora vicepresidente Mike Pence. Il presidente americano ha ripetutamente reso pubblica la sua visione sull'immensa isola di ghiaccio, territorio autonomo sotto la corona danese e ricco di minerali essenziali per l'high tech: andrebbe annessa agli Stati Uniti per questioni di sicurezza nazionale. Nella logica di un rafforzamento in un'area chiave per i traffici marittimi, contesa dalle superpotenze Cina e Russia, Trump ha persino nominato un proprio inviato in Groenlandia, scatenando le proteste di Copenaghen, con il sostegno dell'Unione Europea. 

(Unioneonline)

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