L'inammissibilità è stata richiesta dal procuratore generale perché il Pm di Milano non era "legittimato a muovere l'azione", in quanto, secondo il Pg Iannelli, non si tratta di "un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale" di Eluana. Il Pg Iannelli ha tuttavia specificato che se la Corte di Cassazione oggi deciderà di accogliere il ricorso della Procura di Milano, allora in quel caso andrebbe accolto, secondo Iannelli, il primo motivo del ricorso, ovvero andrebbe verificato se sussistano le "effettive condizioni di irreversibilità dello stato vegetativo permanente" di Eluana. Il Pg ha tenuto a specificare che, secondo le norme del Codice civile che prevede casi specifici in cui il Pm possa muovere un'azione, il caso Englaro non rientrerebbe nella casistica, perché si tratta di un interesse soggettivo individuale e non di una tutela di pubblico e generale interesse, che invece legittima l'azione del Pm a ricorrere in Cassazione.

I LEGALI DI ENGLARO. "E' ora che Eluana venga lasciata morire come chiede suo padre da 16 anni". E' stato invece l'ultimo appello degli avvocati della difesa Englaro. Secondo l'avvocato Vittorio Angiolino "lo scopo della Procura è quello di un accertamento che non abbia mai fine. Una cosa contraria ad ogni principio epistemologico che porterebbe ad un livello tale di trasformazione per cui il medico diventerebbe colui che si impadronisce della vita altrui. Se la vita è un diritto indisponibile non può essere prolungato all'infinito".

SANTA SEDE. Sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio": lo ha ribadito il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, cardinale Javier Lozano Barragan, in attesa della sentenza della cassazione sul caso di Eluana Englaro. "L'accanimento terapeutico - ha affermato - non si consiglia mai, ma l'idratazione e l'alimentazione non appartengono a questa categoria. Qualcuno obietta che insieme all'alimentazione vengono somministrati anche i farmaci che tengono in vita - ha aggiunto - e allora, io dico, togliete i farmaci". Diverso è il caso di pazienti "nell'ultima agonia", per i quali, "quando nutrizione e idratazione diventano completamente inutili, non vanno sprecati". In ogni caso - ha concluso - "sospendere idratazione e alimentazione in un paziente in stato vegetativo peggiora il suo stato, e la terribile morte per fame e per sete è una mostruosità disumana e un assassinio".
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