Lufthansa ha cancellato circa 20mila voli programmati tra i mesi di maggio e ottobre 2026 a causa del caro carburante.

Lo ha annunciato la stessa compagnia tedesca in una nota: «Circa 20mila voli a corto raggio saranno eliminati dal programma operativo», si legge nel comunicato. Decisione che permetterà un risparmio di «circa 40mila tonnellate di carburante per aerei, il cui prezzo è raddoppiato dello scoppio del conflitto con l’Iran».

«Le modifiche agli orari riducono il numero di voli a corto raggio non redditizi nell'intera rete del Gruppo Lufthansa», fa sapere la compagnia. «Il previsto consolidamento della rete europea viene realizzato nei sei hub del Gruppo Lufthansa a Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma. I passeggeri - spiega Lufthansa - continueranno quindi ad avere accesso alla rete di rotte globali, in particolare ai collegamenti a lungo raggio. Tuttavia, a causa all'aumento dei prezzi del carburante per aerei, questo obiettivo sarà raggiunto in modo significativamente più efficiente rispetto al passato».

Non solo, la pianificazione delle rotte a medio termine per i prossimi mesi «è in fase di revisione, tenendo conto della riduzione di capacità, e verrà pubblicata a fine aprile o inizio maggio». Tale revisione «includerà ottimizzazioni all'offerta di voli a corto raggio per l'intera stagione estiva, garantendo così la stabilità degli orari per il periodo previsto dal piano di volo».

Per i voli previsti nell'orario estivo, il Gruppo prevede una fornitura di carburante «sostanzialmente stabile». A tal fine, Lufthansa «sta adottando una serie di misure, tra cui l'approvvigionamento fisico di carburante per aerei e la copertura dei rischi di prezzo».

Lufthansa è la più grande compagnia aerea europea: include anche Swiss, Ita Airways, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings, Discover, Air Dolomiti. I 20mila voli cancellati non toccano la programmazione delle altre aviolinee del gruppo, ma solo di CityLine, la controllata regionale del gruppo che è in grossa perdita. Si tratta comunque del maggior taglio finora annunciato da una compagnia dall’inizio della guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

(Unioneonline)

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