Numerose famiglie delle vittime dell'incendio di Crans-Montana e anche, per la prima volta, alcuni feriti stanno assistendo, in un'aula del politecnico di Sion, all'interrogatorio di Jacques Moretti, proprietario del discobar Constellation e principale indagato, con la moglie Jessica, per l'incendio del locale, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite.

L'audizione è iniziata alle 9 circa. Per evitare le telecamere e i giornalisti l'imprenditore - secondo quanto si è appreso - è arrivato poco dopo le 7.

Moretti si trova agli arresti, con l'accusa di aver picchiato la moglie. Oggi era atteso il confronto tra i due ma dopo l'episodio di violenza domestica la procura del Vallese ha deciso di ascoltare solo l'uomo.

Nell'aula dell'audizione sono presenti oltre cento persone, tra inquirenti, avvocati e parti civili. 

E proprio nelle ultime ore e per il timore della beffa dei rimborsi i genitori delle vittime hanno chiesto al governo del Cantone del Vallese di commissariare le finanze della stazione sciistica, i cui amministratori e funzionari, a partire dal sindaco Nicolas Féraud, sono indagati per incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi.

Presentata dall'avvocato Sébastien Fanti, di Sion, l'istanza chiede "la vigilanza finanziaria e amministrativa" delle casse pubbliche, per "far sì che il Comune si prepari a tutti gli esiti plausibili".

La stessa preoccupazione, ma rivolta a Jacques Moretti, muove gli avvocati milanesi Alfredo Zampogna e Vinicio Mardo, legali dei genitori di Chiara Costanza, 16enne morta nel rogo. Hanno infatti chiesto alla procura cantonale di svolgere accertamenti sui movimenti bancari dell'imprenditore di origine corsa, visto che "nessun bene o patrimonio risulta allo stato sottoposto a garanzia in vista dei risarcimenti", scrivono Zampogna e Mardo.

Sulla richiesta di commissariamento la risposta è arrivata a stretto giro: il governo del Cantone del Vallese non è disposto a pagare i debiti del Comune di Crans-Montana e pertanto frena sull'ipotesi di commissariamento. Per il governo cantonale è «troppo presto per prendere una posizione al riguardo, precisando che «i Comuni sono responsabili della propria gestione finanziaria e spetta a loro porre rimedio a qualsiasi eventuale disavanzo».

(Unioneonline)

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