"U-S-A, U-S-A, U-S-A": in un istante per le strade di Boston l'angoscia e la paura lasciano il posto a una gioia sfrenata. L'incubo è finito. Dzhorakh Tsarnaev, il giovane ceceno di 19 anni che per oltre 24 ore ha scatenato una delle più imponenti cacce al'uomo che si ricordino in America, è stato preso. Gravemente ferito, ma vivo. Si nascondeva in una imbarcazione parcheggiata nel giardino di una casa di Watertown, a pochi chilometri dalla città ferita dal grave attentato della maratona, in cui hanno perso la vita tre persone, tra cui un bimbo di 8 anni.

La gente si riversa in strada, piange, esulta, si abbraccia. Applaude e acclama le forze di polizia. Scene che ricordano la festa dopo l'annuncio dell'uccisione di Osama bin Laden. Come allora Barack Obama parla in diretta tv agli americani. Appare soddisfatto, e tira un sospiro di sollievo dopo una settimana difficilissima. Ma sottolinea come "si è chiuso solo un capitolo di questa tragedia". "Mancano ancora tante risposte", ricorda, come capire cosa abbia spinto due giovani che da dieci anni vivevano e studiavano in America a compiere il terribile gesto. Sono quelle risposte che gli investigatori - ora che i due sospettati per l'attentato sono stati messi fuori gioco - continuano a cercare senza sosta.

Si cominciano a tirare anche le prime conclusioni: i fratelli Tamerlan e Dzhorakh Tsarnaev - il primo, 26 anni, morto in uno scontro a fuoco con la polizia - avrebbero agito da soli. Al momento, dunque, si escluderebbe qualunque legame con cellule riconducibili ad al Qaida o ad altri gruppi del terrorismo islamico. Anche se si scandaglia nella vita di tutti i familiari e i conoscenti dei due ragazzi. La svolta è arrivata nel momento in cui forte era la sensazione che forze dell'ordine e investigatori avessero perso le tracce del giovane in fuga. Dzhorakh, 19 anni, rimasto ferito nello scontro a fuoco in cui il giorno prima aveva perso la vita il fratello, per ore e ore ha messo in scacco l'imponente numero di agenti alle sue calcagna. Come suo ultimo nascondiglio ha scelto uno scafo sistemato nel retro di una abitazione. A dare l'allarme sarebbe stato proprio il proprietario della casa, uscito a fumarsi una sigaretta in giardino: da poco era stato tolto dalle autorità il 'coprifuoco'.

Insospettito dalle tracce di sangue viste in terra, ha preso una scala e ha controllato l'interno della barca issata su cavalletti. Si è a quel punto accorto della presenza di un corpo insanguinato, dando subito l'allarme. La polizia, ricorrendo a un elicottero dotato di un rilevatore di calore, dall'alto ha avuto la conferma della presenza di un uomo dentro lo scafo. Una volta che gli agenti hanno circondato l'area si sono uditi diversi spari. Lacrimogeni e bombe accecanti sono stati utilizzati per disorientare il ragazzo e impedirgli di reagire. Il rischio maggiore era quello che il presunto terrorista potesse utilizzare degli esplosivi. Poi è entrato in azione un negoziatore per convincere il giovane ad arrendersi. Sono stati minuti interminabili. Alla fine un improvviso applauso - udito anche dai milioni di americani incollati alla tv, come il presidente americano, Barack Obama - ha annunciato l'epilogo della vicenda. "Lo abbiamo preso", ha urlato un agente. "Il terrore è finito", ha postato immediatamente su Twitter il Dipartimento della Polizia di Boston. Per strada è cominciata la festa. Dzhokhar è stato portato via ammanettato e insanguinato.

Le foto scattate al momento dell'arresto mostrano come abbia ricevuto i primi soccorsi sul posto. Sarebbe ferito al collo e ad una gamba. Immediatamente portato con un'ambulanza in ospedale, le sue condizioni sarebbero state giudicate molto serie. Nelle prossime ora è attesa la formulazione dei capi di accusa contro il ragazzo. Preso vivo, ma che rischia la pena di morte.
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