Arrestato 'El Jardinero', boss del cartello di Jalisco: gli Usa avevano messo una taglia di 5 milioni
Ritenuto successore di El Mencho, controllava laboratori di metanfetamine e rotte per il traffico di droga tra Centroamerica e Stati UnitiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È stato arrestato dalle forze speciali messicane Audias Flores Silva, alias "El Jardinero", capo regionale del Cartel de Jalisco Nueva Generacion, considerato come un possibile successore di Nemesio Oseguera Cervantes, alias "El Mencho", alla guida del cartello.
Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa di 5 milioni di dollari per la sua cattura. Secondo le autorità, il narcotrafficante controllava laboratori di metanfetamine, piste clandestine e rotte per il traffico di droga tra Centroamerica, Messico e Usa. Originario del Michoacán, era considerato uomo di fiducia di "El Mencho" e operava in diversi Stati, tra cui Jalisco e Zacatecas. È accusato di traffico internazionale di cocaina ed eroina e di uso di armi da fuoco.
La cattura è un duro colpo per il Cartello, ma non è chiaro se l’arresto sia dovuto a informazioni di intelligence degli Usa o a un tradimento interno all’organizzazione criminale, volto a eliminare uno dei principali pretendenti alla successione del potere di “El Mencho”.
Secondo l'esperto di sicurezza nazionale David Saucedo, la strategia presenta le stesse caratteristiche delle azioni intraprese contro il Cartello di Sinaloa, visto che la cattura nel luglio 2014 di Ismael "El Mayo" Zambada scatenò una guerra civile tra "Los Chapitos" (una fazione del cartello di Sinaloa formato dai figli di Joaquín "El Chapo" Guzman, ndr) e "La Mayiza" (altra potente fazione del cartello di Sinaloa fedele alla famiglia del co-fondatore Ismael "El Mayo" Zambada García, ndr), che portò alla frammentazione dell'organizzazione criminale. «Mi sembra che l'obiettivo del Messico e degli Stati Uniti, senza dichiararlo esplicitamente, fosse quello di provocare la stessa cosa: una frattura all'interno del Cartello di Jalisco».
(Unioneonline)
