Il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, accusato da un'imprenditrice 52enne per un atto di violenza sessuale che sarebbe avvenuto nel suo studio nel palazzo di San Luigi de' Francesi, è indagato. Lo scrive Repubblica sul proprio sito sostenendo che il fascicolo «approda in queste ore alla procura di Roma». Sotto inchiesta, afferma ancora il quotidiano, anche il carabiniere Antonio P., per tentata violenza privata. L'iscrizione del senatore e del militare «sarebbe avvenuto nell'ufficio che ha accolto l'originaria querela della donna» anche «a loro tutela, per consentire fin dall'immediatezza velocità alle indagini, nell'interesse della denunciante e delle garanzie per gli accusati».

Silvestro intanto, senatore dal 2022, per cinque mesi in commissione Antimafia e poi presidente della bicamerale per le questioni regionali, si scusa «per le parole che ho pronunciato nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista di Repubblica. Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità. Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso - aggiunge -, e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità».

«Quando mai – era stata la risposta di Silvestro alla giornalista che chiedeva di rispondere a quelle accuse -. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale...».

«Non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio – ha detto l'imprenditrice che ha presentato denuncia, sempre a Repubblica - Lui bello, io normale. Quando l'ho letto non credevo ai miei occhi. Questo non riguarda l'inchiesta, posso e voglio dirlo».

«Non sono una persona mediatica – continua - non amo i social, non faccio esibizione del mio privato. E questa storia mi fa solo stare male. Ma quello che è uscito è la pura verità», ha aggiunto, ribadendo di non aver mai visto il senatore prima dell'incontro nel suo studio a San Luigi dei Francesi. L'imprenditrice spiega che quel 25 febbraio 2025 si reca dal senatore da sola per vendere delle bottiglie di vino. «Poi - dice - tutto degenera».

Senza consenso, spiega, «lui mi blocca. Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio. La cosa mi ha paralizzato» e «la psicologa mi ha spiegato che questa paralisi è tipica». Alla domanda sul perché fa trascorrere un anno prima della denuncia, l'imprenditrice risponde: «Stavo male dentro. Sono stata sotto terapia psicologica, cercavo di rimuovere, ma in realtà dovevo affrontarlo per superarlo». E ha avuto paura: «Sono stata intimidita da un amico del senatore, un carabiniere anche suo lontano parente. Ha cercato di dissuadermi dal fare la querela». «Se denunci, ti rovini la vita. Pensaci bene, i politici hanno un potere che neanche ti immagini. Se lo fai, non lavorerai più», l'avvertimento che la donna dice di aver ricevuto da A.P. «in un anonimo bar di una zona industriale in Campania». «Verso aprile, meno di due mesi dopo, stavo un po' meglio, ho telefonato per chiedere un aiuto allo studio di uno dei migliori avvocati italiani, Giulia Bongiorno». Parlando con uno dei collaboratori, la signora dice di aver fatto il nome di Silvestro. «Dopo qualche giorno mi hanno chiamato, spiegando che lo studio era oberato, non aveva tempo».

Intanto il presidente del Senato Ignazio La Russa ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza, e li incontrerà martedì. Un atto dovuto, secondo il combinato del regolamento di Palazzo Madama e del codice di condotta, in cui si prevedono sanzioni dalla censura all'interdizione fino a 10 giorni per le violazioni più gravi.

(Unioneonline/D)

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