Per l'indagine sulla vendita di San Siro sono state effettuate questa mattina perquisizioni in Comune a Milano, alla M-I Stadio di Milan e Inter e nelle abitazioni sia di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, sia degli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del dg di Palazzo Marino, Christian Malangone.

L'inchiesta sulla vendita di San Siro, coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi ed affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano, ipotizza la turbativa d'asta e la rivelazione del segreto di ufficio. Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan.

Le perquisizioni - anche presso terzi - e i sequestri dei cellulari in corso oggi si sono resi necessari in seguito allo sviluppo dei contenuti delle chat e delle mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell'urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l'altro, sono già indagati proprio nella maxi inchiesta sull'urbanistica.

L'ipotesi da verificare è che la vendita del Meazza a Inter e Milan, per cui il Comune ha incassato 197 milioni di euro, sia stata un'operazione che possa aver favorito gli interessi privati a scapito dell'interesse pubblico. Il sospetto è che sia stata "usata" la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell'area e quindi di determinate società costruttrici. 

Secondo la Procura ci sarebbero stati "accordi informali e collusioni" tra i 9 indagati dell'inchiesta milanese, ossia tra dirigenti del Comune di Milano e manager e consulenti di Milan e Inter, per "turbare", ossia pilotare, tra il 2019 e il 2025, il "procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione della Grande funzione urbana (Gfu) 'San Siro'" e, in particolare, anche la "determinazione del contenuto dell'avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse relative" allo stadio Meazza e alle aree limitrofe, "adottato in data 24.3.2025".

In particolare, tra l'altro, Giancarlo Tancredi, che era assessore alla Rigenerazione urbana, e Christian Malangone, direttore generale del Comune, tra il 4 e il 5 novembre 2021, "in violazione dei doveri inerenti alle loro funzioni", avrebbero condiviso con Ada De Cesaris, ex assessore, avvocata e "consulente" dell'Inter, la proposta "di delibera di Giunta numero 1379 del 5.11.2021 relativa alla dichiarazione di pubblico interesse, prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione". E così "rivelavano notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete".

In più, sempre Tancredi, secondo i pm, avrebbe condiviso con Mark Van Huuksloot, che era manager del club nerazzurro, "la proposta di Delibera numero 28 del 19.01.2023 a conclusione del Dibattito pubblico prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione", sempre rivelando "notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete".

I nove indagati, si legge nell'imputazione di turbativa, "attraverso accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione della Grande funzione urbana (Gfu) 'San Siro'", che si è sviluppato "nel corso degli anni (approssimativamente tra il 2017 e il 2025)", "turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell'Avviso Pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse relative al compendio immobiliare della Grande funzione urbana (Gfu) 'San Siro'", comprensivo "dello stadio G. Meazza, adottato in data 24.3.2025". Avviso, scrivono i pm, "da ritenersi atto equipollente ad un bando in quanto volto alla 'Verifica di eventuali ulteriori proposte relative al compendio immobiliare'" da mettere "in concorrenza" rispetto "alla proposta di acquisto formulata da Fc Internazionale spa e Ac Milan spa" l'11 marzo 2025.

Una presunta turbativa "posta in essere dalla fase genetica del procedimento e protratta sino a stabilirne, nella sostanza, il contenuto" di quell'avviso. Malangone è indagato "in qualità di direttore generale del Comune di Milano dal 2018", Tancredi "in qualità di Rup per la dismissione dello Stadio" dal 18.7.2019 al 29.10.2021 e "assessore alla Rigenerazione urbana da ottobre 2021 al luglio 2025". E Simona Collarini "quale direttore della Direzione specialistica Pianificazione e Programmazione Servizi, Rup per la dismissione" dal Meazza "dal 29.10.2021, già dirigente della Direzione Rigenerazione urbana del Comune di Milano dal 6.02.2022 al 28.02.2025". Mark Van Huuksloot, poi, quale "procuratore" dell'Inter "dal 15.11.2018 al 11.03.2025" e Alessandro Antonello come amministratore delegato nerazzurro "dal 26.10.18 al 06.03.25".

De Cesaris, inoltre, in qualità "di consulente" dell'Inter "in relazione all'intervento di rinnovamento e sviluppo dello Stadio" e dell'area pubblica circostante. E ancora Fabrizio Grena, come amministratore di Emerald Pine Capital Italia srl e consulente dell'Inter e Giuseppe Bonomi è indagato come "amministratore della società Sportlifecity srl di proprietà di Ac MIlan, nonché consulente" del club "per il nuovo stadio San Siro". Infine, Marta Spaini, consulente del Milan "in relazione all'intervento di rinnovamento e sviluppo dello Stadio" e delle aree attorno.

Gli indagati avrebbero anche condiviso "i dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti" sullo stadio, "stabilendo e concordando che la procedura amministrativa di vendita" dovesse "concludersi entro e non oltre il 10 novembre 2025, al solo scopo di neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal Ministero della Cultura".

(Unioneonline)

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